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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità nel segreto progetto di Renzi. Quali, come, quando e per chi

Situazione pensioni attuale, nessuna novità in Legge di stabilità e già pronti nuovi emendamenti, ma premier Renzi potrebbe avere altri progetti




E’ vero le novità della Legge di Stabilità 2015 del governo Renzi non riportano nulla di buono su pensioni e interventi sull’attuale sistema previdenziale, nulla, per lo meno, di quanto auspicato su uscita anticipata e flessibile o aumenti delle pensioni più basse. Eppure secondo le ultime notizie sarebbero in arrivo nuovi emendamenti dal Pd proprio per modificare la riforma pensioni. Prevedono quelle stesse misure che sono state esse da parte finora, a sostegno di un sistema pensionistico più flessibile e sostenibile, nonché per bonus o agevolazioni fiscali ai pensionati, ma i timori sono che anche nelle prossime discussioni parlamentari non cambi ancora nulla.

E potrebbe effettivamente verificarsi tale ipotesi, considerando la contrarietà del ministro dell’Economia Padoan ad interventi sulle pensioni che vorrebbe lasciare così come sono, e il silenzio del premier Matteo Renzi sulla questione. Renzi non interviene, infatti, da tempo sulle pensioni e avrebbe anche deluso quelle promesse fatto ad inizio incarico quando aveva annunciato interventi nella riforma del welafare (mai arrivati) ed estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati (cosa non fatta). Ma questo suo silenzio potrebbe, in realtà, nascondere sorprese.

E il motivo potrebbe essere chiaro: dopo l’approvazione di una serie di misure ed agevolazioni volte a sostenere imprese, famiglie e lavoratori, perché non intervenire anche sul capitolo pensioni che avrebbe potuto portargli una serie di vantaggi sia in termini elettorali che economici? Perché, oltre alla conferma del bonus di 80 euro in busta paga, degli eco bonus, degli 80 euro alle neo mamme, delle detrazioni fiscali per le famiglie numerose, del taglio Irap e contribuzione per tre anni delle imprese e alle agevolazioni per le partite Iva, intervenire sulle pensioni in termini elettorali avrebbe permesso a Renzi di accaparrarsi anche le benevolenze dei pensionati. Ma nulla.

Nulla nemmeno nonostante i benefici economici che interventi alle pensioni apporterebbero, sia aumentando le pensioni minime, viste che gran parte delle famiglie allargate vive anche di pensioni dei genitori, per esempio, sia con uscite anticipate che andrebbero a sostenere la disoccupazione, visto che il congedo di lavoratori più anziani lascerebbe posti nuovi per l’assunzione di giovani.

E’ chiaro, come lo era già da tempo, che intervenire sulle pensioni porterebbe solo benefici, soprattutto considerando per le uscite anticipate sono stati definiti piani a costo zero, per cui è chiaro che ci si chieda come mai non si agisca e la risposta potrebbe essere che Renzi ha in realtà un suo piano da attuare però non ora. L’idea del premier potrebbe essere quella di lavorare su Jobs Act ed altri interventi, arrivando in maniera naturale a cambiare anche le pensioni, non solo con uscite anticipate ma anche con la revisione, come aveva già annunciato, di baby pensioni, e pensioni di invalidità e reversibilità.

Ma al momento tutto sarebbe bloccato dopo il giudizio dell’Ue che, come aveva già chiesto il Fondo Monetario Internazionale, chiede al governo Renzi di agire con tagli alla spesa pensionistica, diventata ormai insostenibile in Italia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il