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Pensioni donne, precoci, anzianità riforma Governo Renzi: novità segrete proposte e disegno legge di Renzi. Quali, come e per chi

Cresce il malcontento di lavoratori e pensionati per le mancate promesse di modifica sulla riforma pensioni in nuova Legge di Stabilità ma possibili nuove idee del premier Renzi




Cresce il malcontento di lavoratori e pensionati a causa del nulla di fatto nella nuova Legge di Stabilità sulla riforma pensioni. Le novità confermano infatti che nulla di quanto proposto per cambiare la riforma pensioni è stato fatto. Anzi: previsti solo interventi peggiorativi come l’aumento della tassazione sui fondi pensione e lo slittamento dei pagamenti delle pensioni Inps-Inpdap al 10 di ogni mese.

E quest’ultima misura ha scatenato le grandi proteste, “Una decisione inaccettabile, anche in virtù del fatto che il governo non ha previsto per loro alcun tipo di aiuto e di sostegno ma ha pensato come complicargli ulteriormente la vita. È semplicemente inaccettabile. Ci domandiamo cosa abbiano fatto di male i pensionati e gli anziani per essere trattati così”, ha commentato la Segreteria Fnp di Bergamo, secondo cui “Tale decisione è mitigata dal fatto che essa avviene a gennaio, quando cioè si presume che in tasca abbiano ancora la tredicesima. Poi gli assegni saranno versati sia per pensionati Inps che Inpdap ogni trenta giorni. Ma la nuova data cambia comunque abitudini vecchie di decenni: i pensionati Inps che usavano l’assegno magari per pagare l’affitto, che di norma scade il 5 del mese, dovranno avere l’accortezza di mettere il gruzzolo da parte per non trovarsi inadempienti. Tutto ciò esaspera la già difficoltosa condizione delle famiglie italiane all’interno delle quali i pensionati rappresentano gli unici ammortizzatori sociali, su cui si carica un welfare che lo Stato ha oramai dimenticato”.

Effettivamente la misura potrebbe avere effetti negativi sulle famiglie di quei pensionati che vivono anche dell’assegno che, per esempio, percepisce il proprio genitore. Solo 800 mila i pensionati che inizieranno a ricevere l’assegno ogni 10 del mese, ma comunque una grande bella cifra. Pensare ad aumentare le pensioni minime con il bonus di 80 euro anche ai pensionati o altri bonus sarebbe stato certamente meglio, visto che aumentando le pensioni si sarebbe data maggiore possibilità di spesa ai pensionati contribuendo dunque al rilancio dei consumi; approvare piani di uscita anticipata, ancor di più, visto che si sarebbe trattato di meccanismi a costo zero, per cui non avrebbero chiesto alcun impiego di soldi allo Stato, che ha più volte ribadito la condizione di difficoltà economica, e che avrebbe permesso anche di incidere sulla disoccupazione.

Permette infatti ai lavoratori più anziani di lasciare il lavoro prima, significherebbe liberare nuovi posti di lavoro permettendo, al contempo, l’assunzione di nuovi giovani. Mettere, dunque, in atto le modifiche richieste alla riforma pensioni avrebbe significato solo portare benefici e vantaggi ne avrebbe tratto, oltre che in termini economici per quanto finora spiegato, anche in termini elettorali, lo stesso premier Renzi. Dopo bonus, detrazioni e agevolazioni per imprese e famiglie, intervenire anche sulle pensioni avrebbe permesso al premier di accaparrarsi anche quella fetta di popolazione.

Ma invece nulla. Però potrebbe riservarci qualche sorprese. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, il premier potrebbe agire sulle pensioni ma non ora, soprattutto dopo la richiesta dell’Ue che insieme Fmi ha chiesto al governo di ridurre la spesa pensionistica troppo elevata in Italia. Potrebbe dunque lavorarci in maniera naturale partendo dal Jobs Act, fino ad arrivare ad intervenire sull’attuale riforma pensioni con uscite anticipate  flessibili e revisione di pensioni di invalidità e reversibilità, e delle baby pensioni, come aveva già annunciato qualche tempo fa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il