BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni donne, anzianità, vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità e cambiamenti su Legge Stabilità per esperti da attuare

Novità e cambiamenti pensioni proposti alla nuova Manovra da esperti ed economisti: critiche sul Tfr in busta paga e sull’aumento della tassazione sui fondi pensioni




Slittamento i pagamenti delle pensioni Inps, solo per gli 800mila pensionati che percepiscono il doppio assegno Inps-Inpdap; sale l’importo dello sconto contributivo per imprese che dal 2015 assumeranno personale con contratti a tempo determinazione, da 6200 euro a 8060; potrebbe essere una misura retroattiva l’aumento dall’11,5 al 20% della tassazione su fondi pensione e fondazioni, in un primo tempo previsto dal 2015; confermato dal gennaio 2015 il bonus mensile da 80 euro destinato alle neo mamme, che verrà erogato con assegno unico, di importo non inferiore ai 900 euro, ed erogazione del Tfr in busta paga a tassazione ordinaria.

Queste alcune delle misure contenute nella nuova Manovra Finanziaria che, come le ultime novità riportano, non prevedono alcun intervento fra quelli sperati sulla riforma pensioni attuale. E se il commissario Inps Treu e Cesare Damiano ribadiscono la necessità di introdurre maggiore flessibilità per le pensioni, secondo esperti ed economisti, bisognerebbe rivedere non solo età anagrafica e contributiva prevista per accedere alla pensione ma anche le nuove misure approvate su fondi pensioni e Tfr, per esempio.

Alberto Brambilla, docente di 'Gestione delle forme previdenziali pubbliche e complementari' all'Università Cattolica di Milano, ritiene che “Il sistema previdenziale italiano così come è stato disegnato dall'ultima riforma Fornero soffre di una rigidità veramente eccessiva: se fossero introdotti elementi di flessibilità, con poco costo o a costo zero, non ci sarebbe bisogno di pensare a ipotesi di anticipo sulla pensione da restituire poi a rate. Ipotesi peraltro di difficile realizzazione”.

Brambilla ritiene che si dovrebbe intervenire innanzitutto abbassando l’età pensionabile, alzata troppo dalla riforma pensioni Fornero, adeguare età contributiva ad età anagrafica in maniera proporzionale, proporre misure a sostegno degli esodati e dei lavoratori atipici, e rivedendo la totalizzazione dei contributi, cioè il versamento dei contributi versati in gestioni diverse.

Critico anche sul Tfr in busta paga sottoposto a tassazione ordinaria e sull’aumento della tassazione sui fondi pensione dall’11,5% al 20%, misura che  allontanerebbe i lavoratori dall’investire nella previdenza complementare, cosa che in realtà dovrebbe essere incentivata, considerando l’aumento automatico dell’età pensionabile con le regole della legge Fornero, che diventerà sempre più rigida, e che disincentivando la previdenza integrativa le spese sarebbero dello Stato che, prima o poi, non riuscirebbe a sostenerle.

Critico sulla misura del Tfr in busta paga anche l’economista Tito Boeri, secondo cui “È sbagliato dissuadere dall’accantonamento previdenziale, soprattutto per chi ha redditi bassi, mi sembra sbagliato”. Per Boeri bisognerebbe dire no all’anticipo del Tfr in busta paga, “Poi, se il governo vuole così rilanciare i consumi, più di quanto non sia riuscito con gli 80 euro, attenzione, perché potrebbe non esser così scontato. Io dubito servirà, perché se dal punto di visto microenomico è anche giusto che i lavoratori non siano più obbligati a prestare i soldi alle imprese, ma dal punto di vista macroeconomico che a gestire i soldi siano i lavoratori e non le imprese rischia di essere ininfluente”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il