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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: emendamenti, disegni di legge, proposte ufficiali per cambiare Legge Stabilità

Nuovi emendamenti Pd e non solo e nuovo proposte di legge già in Commissione Lavoro per ulteriori modifiche riforma pensioni: cosa prevedono




Mentre il ministro dell’Economia Padoan resta fermo sulla sua posizione e continua a ribadire che la riforma pensioni resterà così com’è, arrivano già nuovi emendamenti e disegni di legge da discutere in Parlamento per intervenire sulle pensioni, così come auspicato finora. Sembra che la parola d’ordine resti comunque quella di garantire maggiore flessibilità per un sistema pensionistico decisamente troppo rigido. Le richieste del Pd prevedono l’erogazione del bonus di 80 euro, come aveva del resto auspicato il premier Renzi stesso, o altri bonus per le pensioni minimi, tassazione agevolata per chi chiede il Tfr in busta paga, o come proposto dal ministro Poletti, l’eliminazione delle penalizzazioni per chi vuole andare in pensione prima dei 62 anni.

Tra le novità, si torna a parlare anche della possibilità che venga prorogato l’opzione contributivo donna, valida ancora per le donne lavoratrici dipendenti,ma da estendere anche agli uomini, finora esclusi da questa possibilità. In questo caso, si tratterebbe di prorogare un sistema già in vigore e che permetterebbe sia la possibilità di uscire prima ai lavoratori, sia di accumulare risparmi per lo Stato. Ma Cesare Damiano e Baretta tornano a ribadire come invece si potrebbe permettere l’uscita anticipata con la possibilità di andare in pensione a 62 anni, con 35 anni e una serie di penalizzazioni definite in base a quanto tempo prima si va in pensione rispetto alla soglia oggi richiesta dei 66 anni.

Si tratterebbe, comunque, anche in questo caso di un sistema di uscita anticipata e flessibile a costo zero perché permetterebbe il prepensionamento sempre a fronte di penalizzazioni, senza andare ad intaccare i conti pubblici. Torna in discussione, con Richetti del Pd, l’idea di un prelievo contributivo sulle pensioni più alte, che permetterebbe di accumulare risparmi per ulteriori interventi positivi sulle pensioni. E non solo. Richetti sottolinea anche che “Il punto critico della Legge di Stabilità 2015 è il Tfr. Condivisibilissimo l’obiettivo di rilanciare i consumi, rilancio che purtroppo fatichiamo a vedere, con la possibilità di una busta paga più pesante. Ma la sola disponibilità per i privati, oltre ad essere ingiusta, rischia di porre anche un vizio di costituzionalità. E poi c’è l’aspetto della tassazione ordinaria per chi sceglie di avere il Tfr in busta paga rispetto a quella separata dell’accantonamento. In questo modo si stabilisce una disparità di fatto tra chi ha veramente bisogno di liquidità in più e tra chi invece può permettersi l’accantonamento con tassazione agevolata. Si rischia paradossalmente di penalizzare di più proprio chi non ce la fa”.

Per Castellani segretario della Cisl, la soluzione per rendere il sistema pensionistico italiano migliore sarebbe quella di abbassare le tasse per i lavoratori e le imprese nonchè sostenere l'occupazione. “Il problema disoccupazione si risolve con investimenti pubblici e privati e riducendo la pressione fiscale su lavoro e pensioni, per far ripartire anche i consumi. Dove si trovano le risorse? Intensificando la lotta all’evasione fiscale”.

Cesare Damiano, invece, sul Tfr in busta paga spiega “non abbiamo alcun pregiudizio sul suo utilizzo volontario: non vorremmo che a questa scelta si accompagnasse però l’aumento della tassazione per i Fondi di previdenza complementare. Si parla di una tassazione che passerebbe dall’attuale 11,5% al 20%. Se così fosse sarebbe la fine della previdenza integrativa, quella stessa che dovrebbe consentire soprattutto alle giovani generazioni di aggiungere alla pensione pubblica una pensione di natura privata. Infine, l’eventuale opzione da parte del lavoratore di inserire in busta paga il Tfr sarebbe fortemente disincentivata se ad essa si applicasse la tassazione ordinaria. Aspettiamo di vedere i testi”.

Intanto, insieme agli emendamenti del Pd sono all'esame della Commissione Lavoro una serie di proposte di legge che chiedono la cancellazione delle penalizzazioni per coloro che percepiscono una pensione di reversibilità se non titolari di altri redditi, per esempio la possibilità di garantire il 100% (e non il 60% attuale) della pensione del congiunto alla moglie superstite se non percepisce alcun reddito proprio, per tutelare i cittadini in un momento di particolare crisi come quello attuale; rendere pienamente cumulabile il trattamento di reversibilità sino a 6 volte (dai 3 attuali).

Allo studio anche la proposta Tinagli/Galgano che chiede di introdurre nel calcolo dei redditi, per l'applicazione dei limiti di cumulabilità, ulteriori variabili per definire l'effettiva situazione economica, patrimoniale e familiare del coniuge superstite, come il patrimonio immobiliare o mobiliare disponibile, la residenza in una casa di proprietà, in locazione o soggetta a mutuo, presenza nel nucleo familiare di soggetti non autosufficienti che comportino ingenti spese mediche e di assistenza e calcolo sarebbe affidato all'Isee, l'indicatore delle situazione economica equivalente del beneficiario. Altro disegno di legge presentato prevede la totale cumulabilità del reddito del coniuge superstite con quello del de cuius.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il