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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, modifiche sarebbero utili per Renzi ma c'è un ostacolo sovranazionale molto forte

Intervenire sulla riforma pensioni potrebbe portare a governo e premier Renzi grandi vantaggi eppure ancora tutto fermo: motivi e situazione




Riforma della P.A., riforma della Giustizia, della Scuola e del Lavoro, per migliorare il sistema Italia e rilanciare la nostra economia, ma nessun intervento sulla riforma pensioni, nessuna correzione alla legge Fornero, che pur presenta diversi errori, nessuna novità che abbia soddisfatto il mondo di pensionandi e pensionati. E cresce la delusione, in tal senso, dopo l’approvazione delle misure della nuova Legge di Stabilità. Nulla cambia infatti né per quanto riguarda l’età pensionabile, che il ministro dell’Economia Padoan non vuole assolutamente abbassare ma cui altri esponenti di forze politiche e sociali chiedono modifiche per uscite anticipate, né per quanto riguarda gli assegni mensili minimi.

Eppure agire in tal senso per il premier Renzi potrebbe significare avere notevoli vantaggi, tanto a livello diciamo di gradimento, perchè dopo le agevolazioni e le detrazioni previste sia per imprese che per famiglie, andrebbe a sostenere anche un’altra grossa fetta di popolazione, vale a dire 16milioni di pensionati, il che si tradurrebbe in maggiore consenso popolare, tanto a livello economico. E, in questo senso, per due motivi.

Il primo è strettamente legato all’occupazione e al lavoro, giacchè permettere uscite anticipate ai lavoratori più anziani significherebbe liberare nuovi posti di lavoro per l’assunzione di più giovani; il secondo, prettamente economico, perché un aumento delle pensioni consentirebbe una maggiore capacità di spesa non solo ai pensionati stessi ma anche alle loro famiglie, giacchè in questi tempi di crisi, spesso l’entrata pensionistica è l’unica sicura su cui fanno affidamento in tanti di una famiglia.

Ma, un grande ostacolo per Renzi è rappresentato dall'UE che, come già fatto dal Fondo Monetario Internazionale settimana fa, ha chiesto al governo di intervenire sulle pensioni e tagliare la spesa pensionistica. Questo è, dunque, ciò che al momento blocca ogni piano del premier e per cui sembrano anche tramontate le ipotesi, positive, di intervento, vale a dire quei meccanismi di uscita anticipata che soddisferebbero le richieste di quanti auspicano maggiore flessibilità previdenziale, e aumenti delle pensioni, come lo stesso premier aveva già promesso mesi fa.

Promessa finora disattesa visto che le risorse sono state utilizzate sì per confermare il bonus degli 80 euro per i dipendenti pubblici, sì per estendere tale bonus alle neomamme (a sostegno della natalità in Italia), ma non per i pensionati per cui era stato annunciato. E tutto sarà probabilmente fermo per un bel po’, almeno fino a quando, secondo l’Ue, il sistema pensionistico italiano non sarà tornato ad essere sostenibile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il