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Amnistia e indulto: Serracchiani, Berlusconi, Saviano, Papa Francesco, Capece, Pannella interventi e nuove proposte

Papa Francesco interviene sulla drammatica situazione carceraria: diverse le reazioni alle sue parole. Berlusconi favorevole a indulto e amnistia




“Le deplorevoli condizioni detentive che si verificano in diverse parti del pianeta, costituiscono spesso un autentico tratto inumano e degradante, molte volte prodotto delle deficienze del sistema penale, altre volte della carenza di infrastrutture e di pianificazione, mentre in non pochi casi non sono altro che il risultato dell’esercizio arbitrario e spietato del potere sulle persone private della libertà”: queste le parole di Papa Francesco, intervenuto sulle drammatiche condizioni di vita dei nostri detenuti. E ha detto ancora: “La carcerazione preventiva, quando in forma abusiva procura un anticipo della pena, previa alla condanna, o come misura che si applica di fronte al sospetto più o meno fondato di un delitto commesso, costituisce un’altra forma contemporanea di pena illecita occulta, al di là di una patina di legalità. Questa situazione è particolarmente grave in alcuni Paesi e regioni del mondo, dove il numero dei detenuti senza condanna supera il 50% del totale. Questo fenomeno contribuisce al deterioramento ancora maggiore delle condizioni detentive”.

Le parole di Papa Francesco sull’emergenza carceraria hanno suscitato diverse reazioni: “Quello fatto da Papa Francesco è uno splendido, splendido intervento, completo e serio che sta avendo dalle prime reazioni lo stesso trattamento di regime che ha avuto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Fu il Papa polacco, Papa Giovanni Paolo II che diede l’esempio anni fa ospite del Parlamento italiano, a chiedere in modo chiarissimo amnistia e indulto e le cose che nel modo articolato, preciso, puntuale viene proclamato e illustrato da Papa Francesco” ha detto Marco Pannella.

Secondo il vice segretario nazionale del Partito democratico Debora Serracchiani, “Le parole di Papa Francesco sulla necessità di trovare forme alternative alla detenzione in carcere vanno incontro a un’esigenza molto avvertita sul territorio di questo Paese di fare azioni necessarie al recupero dei detenuti e a una nuova visione del carcere, inteso non più come luogo chiuso”. E interviene anche lo scrittore e giornalista Roberto Saviano, secondo cui “Non è possibile combattere le organizzazioni mafiose se le carceri italiane sono in uno stato come quello di oggi. Un carcere disorganizzato e disumano diventa una palestra di affiliazione”.

La situazione nelle strutture carcerarie italiane continua ad essere tragica, nonostante le misure compensative del decreto carceri. I numeri sul sovraffollamento continuano ad essere drammatici e c’è chi, insieme al presidente della Repubblica Napolitano, continua a pensare che l’unica soluzione per uscire da questa impasse sia ricorrere alle misure di indulto e amnistia, per i reati minori, consentendo così un immediato svuotamento delle carceri.

Appoggia l'approvazione delle misure di clemenza Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo Polizia penitenziaria, che ha spiegato: “La situazione nelle carceri resta allarmante. Altro che emergenza superata. Per fortuna delle istituzioni, gli uomini della Polizia penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere con professionalità e umanità. Ma devono assumersi provvedimenti concreti: non si può lasciare solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria la gestione quotidiana delle costanti criticità delle carceri marchigiane e del Paese tutto”. Anche Silvio Berlusconi è favorevole alle misure di indulto e amnistia,

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il