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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: Mini Pensione tra proposte nuove accanto a contributivo, prestito, 62 anni

Piani di usciti anticipata ben noti di nuovo in discussioni ancora per modificare la riforma pensioni ma nuova proposta di mini pensione da commissario Treu




Aumentare le pensioni più basse, così come accaduto in Francia, dove il premier Valls ha annunciato un aumento di 40 euro al mese per gli assegni minimi, e rendere più flessibile il sistema pensionistico con forme di uscita anticipata e penalizzazioni: queste ancora le ultime notizie che si rincorrono pensate per modificare la riforma pensioni in una Legge di stabilità che nella sua versione presentata e varata in Consiglio dei Ministri non ha contemplato alcun intervento in merito.

Ma è necessario intervenire sulle pensioni per risolvere problemi gravosi, ormai ben chiari nel nostro Paese. Come spiegato da Marco Venturi, presidente di Confesercenti, “Nel 2014 un pensionato medio perderà 1.419 euro di potere d’acquisto rispetto al 2008. Sono oltre 118 euro in meno al mese, sottratti a consumi e ai bilanci delle famiglie, che sempre più spesso sono sostenuti proprio dai pensionati, diventati durante la crisi pilastri del welfare familiare. Siamo l’unico Paese dove i pensionati pagano, in proporzione, più tasse di quando erano attivi, mentre in tutti gli altri Paesi, a parità di reddito, un pensionato paga in misura inferiore del dipendente”.

Questo il motivo per cui nuovi emendamenti del Pd chiedono una no tax area per i pensionati, aumento di 80 euro anche per le pensioni, o altri bonus; revisione della tassazione sul Tfr in busta paga, in modo da renderla agevolata ed eliminazione delle penalizzazioni che vi chiede di andare in pensione prima dei 62 anni, cosa di cui potrebbero beneficiare soprattutto categorie di lavoratori come usuranti e precoci.

Ma non solo: si torna a chiedere l’intervento flessibile sulla riforma pensioni attuali con quei piani di uscita anticipata, ormai ben noti, come sistema di quota 100, prestito pensionistico, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni calcolate, in percentuale, a seconda dell’anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro rispetto alla soglia dei 66 anni, sistema contributivo, che innescherebbe anche quel meccanismo di turn over fra lavoratori più anziani che andrebbero in pensione prima, se lo volessero, e assunzioni di nuovi giovani, andando allo stesso tempo, dunque, anche a sostenere l’occupazione in un Paese, come l’Italia, dove oggi il tasso di disoccupazione ha raggiunto livelli stellari.

A queste richieste si aggiunge anche del nuovo commissario Inps, Tiziano Treu, che ribadisce al governo la necessità di pensare a “qualche elemento di flessibilità sull'età pensionabile. In Parlamento ci sono diverse proposte. Il governo le ha scartate perché costose. È stata invece istruita quella dell'ex ministro Enrico Giovannini dell'anticipo di una mini pensione che potrebbe essere richiesta dai lavoratori cui manchino tre anni al raggiungimento dei requisiti di pensionamento e che poi verrebbe restituita in piccolissime rate sull'importo della pensione normale. Lo stesso Poletti è favorevole e anche se questa proposta non è entrata nella legge di stabilità credo che debba essere recuperata nei prossimi mesi. Non costa molto e sarebbe utile, anche sul fronte dei potenziali esodati”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il