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Riforma pensioni, importante e autorevole fonte conferma che si lavora ancora modifiche

Nonostante la delusione del nulla di fatto per la riforma pensioni in nuova Legge di Stabilità, il ministro Poletti annuncia possibili novità in arrivo




Cambiare la riforma pensioni sembra stia diventano un’impresa: le novità, dopo l’approvazione della Legge di Stabilità 2015, non riportano alcuna buona notizia sulle pensioni, nessun sistema di uscita anticipata, nessun aumento per le pensioni più basse, ma anzi solo interventi negativi, dal rialzo della tassazione sui fondi pensione, al regime fiscale ordinario per chi chiede il Tfr in busta paga. E mentre crescono le speranze di nuovi cambiamenti possibili, durante i giorni di discussione parlamentare della nuova Manovra, una conferma che qualcosa possa essere ancora fatto arriva dal ministro del Lavoro Poletti.

Non è la prima volta che Poletti interviene per annunciare modifiche alle pensioni, lui che, tra le sue diverse proposte di soluzione strutturale per tutti e per chiudere la partita esodati definitivamente, e di cancellazione delle penalizzazioni per chi vuole andare in pensione prima dei 62 anni, nonché del prestito pensionistico, negli ultimi tempi aveva taciuto sulla questione pensioni, allineandosi al silenzio di tutti in merito e smontando le aspettative di lavoratori e pensionati.

Ma a Salerno, in concomitanza con le manifestazioni del week end che si stavano svolgendo a Roma, il ministro Poletti apre a nuove speranze, dicendo: “Dove eravamo quando abbiamo deciso che si poteva andare in pensione dopo 16 anni? Perché adesso ci pesa moltissimo dover fare un ragionamento sulle pensioni. Ma il ragionamento sulle pensioni di oggi  è figlio di quella e di altre cento scelte come quelle. Quando abbiamo deciso che un lavoratore pubblico poteva lavorare 36 ore al mese,  abbiamo detto che andava bene. Ma adesso dobbiamo ricostruire un equilibrio in una condizione molto difficile. E’ questo il punto su cui oggi stiamo lavorando”.

Si spera che le novità possano concentrarsi sull’approvazione reale di uno di questi sistemi di uscita anticipata e flessibile, a costo zero, permettendo così ai lavoratori che lo richiedessero di andare in pensione prima senza dover necessariamente raggiungere i rigidi requisiti oggi imposti dalla legge Fornero, ma senza l’impiego di alcuna risorsa aggiuntiva, visto che ogni piano prevederebbe penalizzazioni a fronte di uscite anticipate.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il