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Legge Stabilità: pensioni, riforma fondi taglio disabili associazioni, aumento iva, tasse. Nuove modifiche apportabili dopo Ue

Non solo agevolazioni e bonus ma anche nuovi tagli e aumenti in norme definitive della nuova Legge di Stabilità: quali sono e chi toccano




Non solo agevolazioni e detrazioni per famiglie e imprese e non solo bonus ma nella nuova Legge di stabilità, oggetto delle ultime modifiche, potrebbero essere previsti nuovi aumenti e tasse e tagli che certo non faranno felici le famiglie italiane. Insieme ad aumento della tassazione sui fondi pensione e regime fiscale ordinario per coloro che richiedono il Tfr in busta paga, potrebbe essere definito un nuovo aumento dell’Iva che scatterebbe dal prossimo 2016. Si tratta di un rialzo che, insieme a quello delle accise sui carburanti, servirebbe a reperire le coperture necessarie all’erogazione dei bonus promessi dal premier Renzi, da quello in busta paga a quello per le neomamme.

Secondo quanto previsto l’Iva dovrebbe aumentare dal 10 al 12% nel 2016, al 13% nel 2017; e dal 22 al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 e al 25,5% nel 2018, provocando conseguenti rialzi su tutti i beni di consumo ed energia elettrica e gas, ponendosi come una nuova stangata per le famiglie italiane che, probabilmente, tenderanno a limitare ancora di più i consumi già notevolmente ridotti. Ma non solo: in arrivo anche tagli ma a settori importanti come scuola e a sostegno dei disabili.

Ed ecco già proclamate le mobilitazioni: Federazione associazioni nazionali disabili, Comitato 16 novembre, Federazione italiana per il superamento dell’handicap e Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica sono pronti a protestare davanti al ministero del Lavoro contro il taglio dei fondi per i disabili, che dovrebbe essere ridotto di ben 100 milioni, scendendo così da 350 a 250milioni di euro.  

Pronti alla mobilitazione anche le associazioni dei mutilati e invalidi del lavoro, cui dovrebbero essere ridotti i contributi pubblici. “Abbiamo espresso un no secco, rotondo e deciso ad ogni taglio ai fondi”, ha detto il presidente della Fish, Vincenzo Falabella, “chiedendo anzi un impegno che porti nel giro di tre anni lo stanziamento a un miliardo unitamente all’avvio di politiche adeguate”.

E nuovi tagli dovrebbero interessare anche le scuole: meno soldi per corsi di lingue, informatica, teatro, fotografia, meno soldi per gite e progetti che impegnano contro la dispersione scolastica e coinvolgono nell’approfondimento di alcuni fenomeni, come quello del bullismo. Questi tagli vanno ad aggiungersi a quelli già noti degli esoneri per i collaboratori dei presidi, della cancellazione delle supplenze per brevi e per i 2mila posti in meno di personale Ata. Marcello Pacifico dell’Anief denuncia: “Lo Stato continua a collocare l’Istruzione nella voce spese e non risorse. E a rimetterci sono maggiormente i più deboli e i giovani collocati in aree periferiche, prive di strutture e agenzie culturali alternative”.

E spiega: “Si continua su quella linea di abbattimento delle risorse destinate ad alunni e lavoratori. Così, assieme alla decurtazione di compensi destinati alle cosiddette ‘funzioni strumentali’ designate dal Collegio dei docenti, e ai corsi di recupero, si andranno ancora di più a ridurre una serie di altre attività a supporto della didattica. Come i corsi di teatro, fotografia, lingua, gite, progetti di valenza sociale come ad esempio quelli sul bullismo e la dispersione. Ridurre o cancellare queste iniziative, ricordiamolo, significa non incidere più sulle realtà sociali più difficili, come quelle dove sono presenti alti flussi migratori in entrata, dove c’è carenza di strutture, dove il tasso di ripetenze è alto e pure il tasso di dispersione”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il