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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: segnali contraddittori, tra conferme e smentite positive e negative

Continua ad essere piuttosto confusa la questione pensioni e arrivano novità contrastanti in merito tra delusioni e nuove speranze. La situazione




Mentre la Legge di stabilità riceve l’ok dalla Ue, arrivano ancora novità sulle possibile modifiche da inserirvi prima della stesura del testo ufficiale, su cui si dovrà pronunciare il Parlamento e a destare ancora diatribe la questione sugli interventi alla riforma pensioni. E le ultime notizie in merito sono piuttosto contrastanti, tra nuove speranze all’orizzonte e segnali decisamente negativi, come quelli, per esempio, diffusi dopo la Leopolda, commentata da un interessato rientrante nei Quota 96 della scuola che ha chiaramente detto che nelle intenzioni del governo non c’è al momento la priorità di agire per risolvere la questione di ingiustizia che stanno vivendo i 4mila pensionandi della scuola.

Il non intervento per i Quota 96, che potrebbe significare la prima reale correzione alla riforma pensioni Fornero, aprendo così la strada anche ad altri interventi correttivi di una legge che ha riportato diversi errori nella sua formulazione, delude tutti, perché si tradurrà, di conseguenza, in un nulla di fatto anche per le altre questioni pensioni per cui si chiedono interventi.

Negativa anche la misura, contenuta nella Legge di stabilità, che taglia il fondo destinato al pensionamento anticipato dei lavoratori usuranti. Il taglio dovrebbe essere di 150milioni, fondo comunque che non è stato utilizzato fino a quest’anno, giacchè anche questa categoria di lavoratori, fortemente penalizzata dalle norme Fornero, è stata bloccata nel cammino verso la pensione dall’aumento (previsto per tutti indistintamente) dell’età pensionabile.

Di contro, il ministro del Lavoro Poletti è tornato a dare nuove speranze e ha detto: “Dove eravamo quando abbiamo deciso che si poteva andare in pensione dopo 16 anni? Perché adesso ci pesa moltissimo dover fare un ragionamento sulle pensioni. Ma il ragionamento sulle pensioni di oggi  è figlio di quella e di altre cento scelte come quelle. Quando abbiamo deciso che un lavoratore pubblico poteva lavorare 36 ore al mese,  abbiamo detto che andava bene. Ma adesso dobbiamo ricostruire un equilibrio in una condizione molto difficile. E’ questo il punto su cui oggi stiamo lavorando”.

Altre speranze positive che potrebbero fare pensare a cambiamenti reali per le pensioni derivano dai nuovi emendamenti già pronti del Pd che chiedono cancellazione delle penalizzazioni per chi lascia il lavoro prima dei 62 anni, revisione della tassazione ordinaria per chi chiede il Tfr in busta paga, nonché aumento delle pensioni minime o una no tax area per i pensionati. Ma non solo: pronto anche nuovo emendamento per la revisione e l’ampliamento di erogazione delle pensioni di reversibilità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il