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Pensioni, riforma scuola, aumento iva, quota 96, scuola: novitÓ Legge StabilitÓ con DEF modificato

Ancora novitÓ possibili nella nuova Legge di StabilitÓ con revisione del Def: questioni ancora in via di definizione e cosa cambierÓ




Confermato nella Legge di Stabilità l’aumento del’Iva da 2016 che, però, il ministro Padoan annuncia di voler rivedere; nuovi emendamenti in discussione per interventi sulla riforma pensioni volte a rendere il sistema previdenziale italiano più flessibile e più sostenibile; nessuno spiraglio però per il pensionamento dei 4mila Quota 96 della scuola; novità per la scuola, tra supplenze brevi, ruoli di dirigenza, organico funzionale e nuovi tagli in programma. Ma anche novità per contrastare l’evasione fiscale dilagante in Italia.

Sono diverse le questioni ancora in via di definizione nella nuova Legge di Stabilità che potrebbero arrivare con la revisione del Def, molte delle quali da delineare al meglio. Se per alcune situazioni la situazione è confusa ma chiara negli obiettivi, tutto sembra deciso per le novità contro l'evasione fiscale nella Legge di Stabilità 2015: potenziati controlli e autocontrolli.

Dal prossimo anno, infatti, l'Agenzia delle Entrate metterà a disposizione del contribuente e del professionista che lo assiste le informazioni che lo riguardano. Si potranno, inoltre, consultare i dati dell’Anagrafe tributaria, le dichiarazioni fiscali e i dati resi noti con lo spesometro, attraverso comunicazioni relative ai movimenti di capitale, o da parte delle amministrazioni fiscali degli Stati esteri.

Secondo quanto previsto dal Stabilità prevede anche l'Agenzia delle Entrate potrà anche trasmettere al contribuente informazioni relative a ricavi o compensi, redditi, al volume d'affari e al valore della produzione. L’acquisizione di tutte queste informazioni servirà al cliente per autodichiarazioni o correzioni in caso di errori, in modo da poter essere più consapevole della sua situazione fiscale.

E cambia anche il ravvedimento operoso che consente pagamenti in ritardo ed eventuali correzioni, grazie al quale il contribuente può rettificare la propria dichiarazione. Le novità prevedono il pagamento di 1/10 del minimo per i ritardi non superiori a 30 giorni dalla commissione della violazione (è possibile un'ulteriore riduzione a 1/15 per giorno se il ritardo non supera i 14 giorni); di 1/9 del minimo per ritardi fino a 90 giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione; di 1/8 del minimo per chi paga entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui la violazione è stata commessa; di 1/7 del minimo entro il termine per la presentazione della dichiarazione successiva all'anno in cui la violazione è stata commessa; e di 1/6 del minimo per chi regolarizza il pagamento oltre il termine per la presentazione della dichiarazione successiva all'anno della violazione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il