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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: Legge Stabilità rivista con interventi, proposte minoranza Pd, Lega e altri partiti

Ancora proposte e nuovi emendamenti per intervenire sulla riforma pensioni attuale in Legge di Stabilità 2015: cosa potremmo aspettarci?




Resta ancora uno degli obiettivi prioritari, nonostante non accennato dal premier Renzi, il tema previdenziale: per quanto allontanati, servono cambiamenti all’attuale riforma pensioni, chiedono interventi sia Ue che Fondo Monetario internazionale che invitano il governo a rendere il sistema pensionistico italiano più sostenibile, per quanto riguarda i costi, e più flessibile, come del resto richiesto dalla maggioranze delle forze politiche e sociali nel nostro Paese. Secondo Cesare Damiano, “Nella legge di Stabilità sarà decisiva la quantità di risorse che verranno messe a disposizione per il Welfare, a partire dagli ammortizzatori sociali. Dai primi conti che abbiamo fatto, su questo tema manca all’appello oltre un miliardo di euro, sempre che si vogliano mantenere le attuali risorse messe a disposizione per la cassa integrazione in deroga ed estendere le tutele almeno ad una parte dei lavoratori precari”.

E rilancia sul suo sistema di uscita anticipata a 62 anni, con 35 anni di contributi e penalizzazioni, a costo zero, che non richiederebbe risorse allo Stato, ma permetterebbero maggiore flessibilità. Nuovi elementi di flessibilità per le pensioni sono stati richiesti anche dal commissario Inps Treu che, tra l’altro, sostiene l’idea di uscita anticipata a 62 anni a fronte di penalizzazioni. E mentre la Lega spinge sul referendum di abrogazione della legge Fornero, Ignazio Messina e il responsabile nazionale del laboratorio di IdV sul lavoro Maurizio Zipponi chiedono “una flessibilità dell’età pensionabile da accompagnare ad una riforma pensioni tale da garantire il ricambio generazionale e l’abolizione della pratica delle dimissioni in bianco. Inoltre, tra i punti della nostra proposta di legge prevediamo di risolvere il nodo degli esodati favorendo l’accesso alla pensione a coloro che abbiano sottoscritto gli accordi entro il 21 dicembre 2011”.

Sulla stessa linea dell’IdV, anche il M5S, ed altri emendamenti del Pd prevedono, oltre alla maggiore flessibilità e alla cancellazione delle penalizzazioni per chi vuole andare in pensione prima dei 62 anni, anche la revisione della tassazione per chi decide di chiedere il Tfr in busta paga, il bonus degli 80 euro anche per coloro che percepiscono pensioni basse, inferiori ai mille euro, e una no tax area per i pensionati.

Il nuovo emendamento di legge Rostellato-Labriola chiede invece la revisione dei trattamenti pensionistici di reversibilità, con la possibilità di garantire, per esempio, alla moglie superstite il 100% della pensione del congiunto defunto se non è titolate di alcun reddito proprio, rispetto al 60% previsto attualmente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il