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Pensioni anzianità, donne, uomini, vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità e segnali contradditori tra conferme e smentite

Tra annunci, conferme e smentite, ancora contrastanti le notizie su eventuali interventi riforma pensioni Fornero: cosa potrebbe cambiare nei prossimi giorni?




Annunci e promesse, conferme e smentite e ancora si continua a sperare che qualcosa cambi per la riforma pensioni in Italia e che anche i pensionati possano godere di quelle agevolazioni pensate dal premier Renzi a sostegno di tutti, imprese e famiglie, ad eccezione dei pensionati. Nessuna notizia positiva per loro nella nuova Legge di Stabilità, ad eccezione di un aumento della tassazione su fondi pensioni e previdenza complementare, che altro non è se non peggiorativo di una situazione già drammatica per la previdenza italiana.

E le novità non promettono nulla di buono, considerando le ultime notizie trapelate dalla Leopolda, da cui è chiaramente emerso che al momento il governo non ha intenzione di risolvere il caso dei Quota 96 della scuola, chiudendo, di conseguenza, a qualsiasi altro intervento sulle pensioni che sarebbe stato scontato se fosse stato corretto uno dei grandi errori della legge Fornero, che al momento della formulazione della riforma non ha considerato le specificità del comparto nulla.

E negative sembrano essere le prospettive considerando il silenzio che sulla questione pensioni continuano a mantenere presidente Renzi e ministro dell’Economia Padoan, senza considerare il taglio, contenuto nella Legge di Stabilità, del fondo per il pensionamento anticipato dei lavoratori usuranti.

C’è, però, chi guarda con speranza agli emendamenti alla nuova Manovra definiti dal Pd, soprattutto dopo le ultime dichiarazioni del ministro del Lavoro Poletti che solo qualche giorno ha dichiarato: “Dove eravamo quando abbiamo deciso che si poteva andare in pensione dopo 16 anni? Perché adesso ci pesa moltissimo dover fare un ragionamento sulle pensioni. Ma il ragionamento sulle pensioni di oggi  è figlio di quella e di altre cento scelte come quelle. Quando abbiamo deciso che un lavoratore pubblico poteva lavorare 36 ore al mese,  abbiamo detto che andava bene. Ma adesso dobbiamo ricostruire un equilibrio in una condizione molto difficile. E’ questo il punto su cui oggi stiamo lavorando”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il