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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: modifiche con Revisione DEF richiesta da Ue per Legge Stabilità

Revisione del Def e possibili modifiche sulle pensioni: si sperano interventi positivi ma previsti anche cambiamenti peggiorativi




La Commissione europea ha approvato la Legge di Stabilità, come annunciato dal commissario per gli Affari economici Katainen che ha detto “Dopo aver esaminato tutte le informazioni supplementari e gli aggiustamenti comunicati negli ultimi giorni, non posso identificare casi di deviazione particolarmente seri che ci obbligherebbero ad opinioni negative”. L'Italia, insieme ad Austria, Francia, Malta e Cipro, i Paesi a cui erano stati chiesti chiarimenti, resta comunque un 'osservato speciale. Prossimo giudizio previsto per novembre, per cui “ogni possibile azione sanzionatoria verrà presa più avanti” ha sottolineato Katainen, “dopo aver preso in considerazione le previsioni economiche e le opinioni sui piani di bilancio”.

Intanto il Consiglio dei ministri ha approvato la Relazione di variazione della nota di Aggiornamento al Def che rivede gli obiettivi programmatici di finanza pubblica riportati nel Documento programmatico di bilancio per il 2015. Per la Legge di stabilità, il Cdm ha deciso che “la struttura rimane immutata prevedendo, in continuità con i provvedimenti adottati nel corso del 2014, interventi per rilanciare la crescita economica supportando la domanda aggregata e la competitività del Paese”.

La revisione del Def potrebbe portare a nuove modifiche anche per la riforma pensioni anche se le ultime notizie in merito non sono poi così positive. Le prospettive negative derivano, innanzitutto, dalle notizie derivanti dalle Leopolda sui Quota 96, e il fatto che al momento non è prevista alcuna soluzione per i 4mila pensionandi della scuola, e dalla riduzione di 150 milioni di euro del fondo per il finanziamento delle prestazioni per i lavoratori usuranti.

L'articolo 45, comma 6 della Legge di Stabilità,  riporta infatti che il fondo viene ridotto ‘di 150 milioni di euro a decorrere dal prossimo anno. Il fondo era dotato di 383 milioni di euro per finanziare il pagamento delle pensioni dei lavoratori che facevano domanda di accesso ai benefici per i lavori usuranti di cui al D.Lgs 67/2011’. Dal 2015 il fondo per i lavoratori diminuisce, dunque, arrivando a 233 milioni di euro contro i 383 milioni di euro stanziati tra il 2013 e 2014.

Nulla di positivo all’orizzonte, dunque, nemmeno su quella uscita anticipata e flessibile tanto richiesta. Anche se le ultime dichiarazioni del ministro Poletti che hanno fatto capire come si stia ancora lavorando sulle pensioni, mentre M5S e Italia dei Valori continuano a chiedere maggiore flessibilità dell’età pensionabile “da accompagnare ad una riforma pensioni tale da garantire il ricambio generazionale e l’abolizione della pratica delle dimissioni in bianco” nonché misure per risolvere il caso esodati.

Anche il Pd ha presentato nuovi emendamenti per rivedere la tassazione sul Tfr in busta paga, aumenti per i pensionati che percepiscono pensioni basse, l’eliminazione delle penalizzazioni per chi vuole andare in pensione prima dei 62 anni; al vaglio anche un emendamento per la revisione delle pensioni di reversibilità.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il