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Trading online: dollaro, euro e valute sono gli investimenti preferiti in Italia nel 2014

I numeri rivelano che gli investitori italiani fanno in media 8 transazioni al mese. C'è attenzione anche per il rublo russo e la lira turca.




Seppure con una certa moderazione, il trading online piace agli italiani. La compravendita di strumenti finanziari tramite il web è facilitata anche dalla diffusione di smartphone e tablet ovvero dalla facilità con cui reperire informazioni e dalla continua disponibilità di dati e aggiornamenti sulle opportunità esistenti. Ebbene la tendenza degli italiani sembra piuttosto chiara e la spiega al Corriere della Sera da Carlo Alberto De Casa, analista di ActiveTrades: cresce l'interesse per il dollaro e la sterlina, anche per via dell'andamento politico ed economico dei rispettivi paesi di provenienza.

A dimostrazione dell'attenzione degli investitori, i fari sono puntati anche sulle valute australiana e neozelandese, sul rublo russo e sulla lira turca. Nulla è casuale: in questi ultimi casi, infatti, hanno pesato la grave crisi in Ucraina e le difficoltà del governo di Ankara.

L'atteggiamento dell'investitore medio è cambiato non solo grazie alla presenza di dispositivi mobile sempre connessi al web che ha provocato l'innalzamento del livello di preparazione. Ma anche per le nuove modalità di movimento e, particolare da non sottovalutare, per le commissioni più basse. Tornando ai numeri, il tasso di trader italiani molto attivi, cioè quelli che in media superano le 200 operazioni mensili è pari all'1%. Come rivela il quotidiano di via Solferino, almeno il 90% del mezzo di milioni di italiani che fa trading online, si limita a 8 operazioni al mese. E ancora, il 6% tra i 9 e i 32 ordini al mese, il 2% tra i 33 e 200.

Solo l'1% va al di là delle 200 operazioni mensili. Spiega De Casa: "Negli ultimi anni è cresciuto in misura esponenziale, fino a rappresentare circa il 20% del totale, il numero dei trader che seguono il mercato valutario, il Forex, che a livello globale muove ogni giorno 5.000 miliardi".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il