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WiFi gratis obbligatorio esercizi pubblici e legge diffamazione per giornali, siti web e blog nuova: per chi, quando e come

Il Senato dice sì alle nuove norme sulla diffamazione. Obbligo di rettifica senza titoli e senza commenti anche da parte dei siti Internet.




C'è il via libera del Senato alle nuove norme sulla diffamazione contenute in un emendamento del Movimento 5 Stelle al testo di legge. Sono coinvolte anche le testate giornalistiche online che, nel caso di riconoscimento del reato, sono condannabili a pagare una multa fino a 10.000 euro. L'importo sale fino a 50.000 euro nel caso di "attribuzione di un fatto determinato falso". Questa dell'aggravamento dell'importo da pagare è una soluzione intermedia fra l'abolizione del reato ovvero la trasformazione in sanzione civile, e la proposta della pena del carcere.

Non solo, ma cambia al modalità di rettifica che coinvolge tutti i media, TV compresa. La parola Rettifica dovrà essere scritta a caratteri cubitali e contenere il testo ricevuto, ma senza l'aggiunta di un commento o di una risposta e senza assegnare alcun titolo.

Viene poi codificato il diritto all'oblio ovvero "l'eliminazione, dai siti internet e dai motori di ricerca, dei contenuti diffamatori o dei dati personali trattati in violazione di disposizioni di legge". Lo stesso diritto è esercitabile dagli eredi nel caso di morte dell'interessato.

Voto contrario di Sel: come spiegato dal senatore Peppe De Cristofaro "bisogna coniugare la tutela delle persone con la difesa della libertà di stampa". E ancora, "purtroppo questa legge presenta aspetti punitivi e intimidatori. È senz'altro molto positivo aver cancellato la pena detentiva per i giornalisti, tuttavia le sanzioni pecuniarie costituiscono un'arma di ricatto forse ancor più temibile, soprattutto per i giornalisti precari e freelance non legati ai grandi gruppi editoriali. È inoltre insensato l'obbligo di rettifica senza diritto di controreplica da parte del giornalista presunto diffamatore".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il