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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: chiesti sacrifici da Ue che parla solo bene e agisce nei fatti male

L’Ue chiede all’Italia interventi su riforma pensioni e tagli spesa previdenziale ma come funziona la pensione di un funzionario Ue? Una situazione paradossale




Prima il Fondo Monetario Internazionale, poi l’Ue hanno chiesto all’Italia nuovi interventi sulle pensioni volti soprattutto a rendere il sistema più flessibile con uscite anticipate e più sostenibile, con tagli alla spesa pensionistica. Non arriva ancora alcuna novità dal governo italiano ma ad ostacolare eventuali interventi sembra la stessa Ue. Del resto, già qualche giorno fa si erano ipotizzati interventi sulla riforma pensioni voluti dal premier Renzi che, però, dopo le richieste dell’Ue si ritrova con le mani legate e probabilmente bisognerà attendere ancora un bel po’ perché arrivino cambiamenti reali.

E si va delineando una situazione paradossale, considerando che se in Italia viene tutto bloccato, in altro Paesi, come Francia e Germani, sono state cambiate le riforme pensioni. In Germania, infatti, è stata abbassata l’età pensionabile, portandola a 63 anni e in Francia sono state aumentate di 40 euro quelle pensioni minime (fino a 1.200 euro) che nel nostro Paese sono ancora al centro di una diatriba. C’è, infatti, chi continua a chiedere bonus per coloro che percepiscono assegni pensionistici minimi, e la misura era stata annunciata mesi fa dallo stesso Renzi, ma tutto ancora tace in merito.

E la stessa Ue che chiede interventi sulle pensioni all’Italia, effettivamente mostra decise contraddizioni. Mentre nel nostro Paese con la riforma Fornero è stata alzata l’età pensionabile per tutti ed esteso a tutti il sistema di calcolo pensione contributivo piuttosto che retributivo, ciò che ‘scopriamo’ è che per i funzionari Ue si applica il sistema retributivo e si va in pensione prima. Un funzionario Ue dovrebbe, infatti, andare in pensione a 66 anni di età, ma può uscire anche a partire da 58 anni a fronte di penalizzazioni del 3,5% per ogni anno di anticipo, sistema che, però, in Italia non si vuole introdurre.

Ed ecco come si nota che uno degli organismi che più sta spingendo ad intervenire su pensioni e spesa pensionistica italiana gode invece di un sistema decisamente vantaggioso e che elargisce privilegi, che invece vengono contestati al nostro Paese.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il