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Pensioni donne, anzianità, uomini, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità contradditorie tra conferme e smentite continuano

Cosa aspettarsi ancora per riforma pensioni e possibili cambiamenti: la situazione attuale tra contraddizioni e paradossi




Nonostante la nuova apertura del ministro del Lavoro Poletti che ha ribadito, ancora una volta, come si stia lavorando ancora sulla riforma pensioni, nonostante le continue richieste da parte di partiti politici e forze sociali per sistemi di uscita anticipata e flessibile e i nuovi emendamenti di modifica già pronti per essere presentati e discussi per la versione definitiva della nuova Legge di stabilità, sembra piuttosto difficile, secondo le ultime notizie, che qualcosa cambi davvero per le pensioni.

Difficile riuscire a mandare in pensione prima i lavoratori, difficile cancellare le penalizzazioni per chi vuole uscire prima dei 62 anni, anche se si tratta di precoci e usuranti, e difficile l’approvazione per il 2015 degli 80 euro anche per i pensionati. Eppure le novità parlano ancora di speranze di cambiamenti e correzioni per alcune parti di quella legge Fornero che finora ha creato solo ingiustizie sociali. Basti pensare al caso dei Quota 96 della scuola, per cui quasi certamente ancora una volta non si riuscirà a risolvere la situazione.

E così 4mila lavoratori che hanno già maturato i loro requisiti di accesso alla pensioni, e da quasi tre anni ormai, continueranno a rimanere ancora lavoro. Un paradosso. Eppure nella nostra Italia non c’è più da stupirsi, considerando che finora sia per loro che per tutti altri lavoratori e pensionati che attendevano novità si sono susseguite promesse mai diventate realtà e talvolta addirittura negate. A riaprire nuovi spiragli per interventi i nuovi emendamenti presentati da Pd e la disposizione da parte tutti a voler cambiare l’attuale legge pensionistica, anche se premier Renzi e ministro dell’Economia continuano a non intervenire esplicitamente sulla questione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il