Tiscali presenta il suo ambizioso piano industriale

Dagli attuali 400 mila a 2 milioni: sono gli utenti che Tiscali conta di raggiungere entro il 2010



Dagli attuali 400 mila a 2 milioni: sono gli utenti che Tiscali conta di raggiungere entro il 2010. A questi poi ha intenzione di aggiungere un altro milione di clienti che utilizzerebbero i suoi servizi, ma non in maniera esclusiva: quelli cioè che hanno l'abbonamento ad un fornitore (in Italia tipicamente Telecom), ma comprano servizi aggiuntivi da altri (come Infostrada, Tele2 o Tiscali appunto).

Si tratta di un piano ambizioso, quello presentato oggi dall'ad dell'azienda di telecomunicazioni sarda Tommaso Pompei. Prima di tutto prevede una maggiore focalizzazione sui paesi dove ha maggior radicamento e migliori prospettive di sviluppo: via le attività olandesi, cedute recentemente, e basta con l'impegno in Repubblica Ceca e in Germania, la cui dismissione è “molto vicina”. Il gruppo si concentrerà su Regno Unito e Italia.

Investimenti per 740 milioni di euro, con una previsione di generazione di cassa di oltre 400 milioni. Il gruppo si attende, secondo il nuovo piano industriale una crescita degli introiti annuale pari al 20% ogni anno, per raggiungere quota 1,4 miliardi nel 2010. Per quanto riguarda l'utile netto, occorrerà aspettare il 2008 per vedere un bel segno più. Contemporaneamente - entro i prossimi dodici mesi - la compagnia conta di ridurre il debito di 150 milioni di euro.

Nei piani di Pompei c'è la convergenza fisso-mobile. Non ha specificato però se le sue intenzioni vanno verso il settore del WiMax (dati e voce wireless su scala cittadina) o del Mvno (mobile virtuale).

Insomma troppa grazia verrebbe da dire. Il mercato però non ha riservato una bella accoglienza alle novità proposte dall'azienda di Cagliari: intorno alle tre e mezza perdeva il 2,62% e i volumi sfioravano già i 20 milioni di pezzi, contro gli 8,5 milioni scarsi della seduta di ieri. Un fuggi fuggi che forse Pompei non si aspettava.

D'altra parte il piano triennale si presenta più come una bella carrellata dei desiderata dell'azienda, piuttosto che un insieme di progetti e stime. Grandi annunci e magnifiche prospettive non sufficientemente corredati delle opportune spiegazioni. Le cessioni sono tutto sommato timide, considerando che di fatto l'unica reale dismissione a stretto giro riguarda quella “molto vicina” - ma non confermata, né illustrata nei dettagli - degli asset tedeschi.

Per quanto riguarda poi le voci, circolate ieri e riprese stamattina dal Sole 24 Ore, circa l'acquisizione di Elitel si sono rivelate infondate. Insomma la proiezione di un prodigioso futuro, che il mercato fa fatica a vedere proiettato su quello che più gli interessa, il qui ed ora.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il