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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: proposte e dichiarazioni Gnecchi, Damiano, Poletti, Cottarelli, Tremonti,Treu,Adepp

Mentre forze politiche e sociali continuano a chiedere interventi sulla riforma pensioni, l’ex ministro Tremonti spiega come la Legge Fornero abbia di fatto peggiorato la situazione del Paese




“Dove eravamo quando abbiamo deciso che si poteva andare in pensione dopo 16 anni? Perché adesso ci pesa moltissimo dover fare un ragionamento sulle pensioni. Ma il ragionamento sulle pensioni di oggi  è figlio di quella e di altre cento scelte come quelle. Quando abbiamo deciso che un lavoratore pubblico poteva lavorare 36 ore al mese,  abbiamo detto che andava bene. Ma adesso dobbiamo ricostruire un equilibrio in una condizione molto difficile. E’ questo il punto su cui oggi stiamo lavorando”: queste le ultime parole del ministro del Lavoro Poletti, che ha aperto a nuovi spiragli per interventi sulla riforma pensioni. Anche se le novità, nonostante richieste e annunci, non sembrano poi così positive.

Potrebbe essere ancora difficile modificare le attuali pensioni, con sistemi di uscita anticipata e maggiore sostenibilità, visto che finora non è stato fatto nulla, nemmeno considerando le intenzioni del Commissario per la Spending Review Cottarelli che, nel suo piano tagli, aveva riservato spazio alle pensioni, soprattutto quelle considerate d'oro,per agirvi, ma è stato bloccato dalla politica. Pur considerando le difficoltà alla luce delle ultime notizie Inps, sarebbe bene pensare ad un reale piano di intervento per una riforma pensioni Renzi.

Secondo quanto reso noto dallo stesso Istituto previdenziale, il deficit raggiunto nel 2013 è di quasi 13 miliardi di euro, deficit derivante, come spiegato, dalla differenza tra le spese sostenute dall’Istituto e i contributi versati dai lavoratori.  Secondo i dati, in Italia ci sono 21,8 milioni di contribuenti e 21 milioni di pensioni da erogare e ciò significa che per mantenere l’operatività del sistema lo stato versa all’Inps una consistente cifra, che nel 2013 è stata, per esempio, 114 miliardi. Oltre che alle pensioni di anzianità e vecchiaia l’Inps paga anche le invalidità, il sostegno al reddito, la mobilità, la cassa integrazione e tante altre prestazioni assistenziali. Questo il motivo per cui Ue e Fmi chiedono di intervenire sulle pensioni con tagli. Questo il motivo per cui Renzi stesso aveva annunciato tra le modifiche probabili la revisione delle pensioni di invalidità, reversibilità, delle baby pensioni e delle pensioni integrative.

Non solo flessibilità, dunque, come aveva indirizzato qualche giorno fa il commissario Inps Treu.E lo stesso Treu ha così commentato la misura di erogazione del Tfr in busta paga. E ha detto: “L'intervento sul Tfr risponde ad un bisogno immediato, quello di avere qualche soldo in più per consumare. La soluzione presa è anche frutto di una mediazione. Una soluzione temporanea forse è il minor male, io mi auguro non sia definitiva, anche perché non si può depauperare la previdenza complementare”.

Anche l’Adepp, l’Associazione degli Enti Previdenziali Privati, ribadisce al governo la necessità di rivedere i problemi del sistema previdenziale. Secondo Andrea Camporese, presidente dell’Adepp, “Portare l’aliquota sui rendimenti al 26%, dopo che una precedente norma di legge aveva stabilito una tassazione del 20% in attesa di una ulteriore armonizzazione del sistema di primo e secondo pilastro, costituirebbe un unicum in Europa e un danno irreparabile per le future prestazioni pensionistiche, in particolare dei giovani professionisti. L’aumento della tassazione, inoltre, sottrae risorse oggi indispensabili per permettere agli enti di continuare ad assicurare quel welfare integrato ed allargato resosi necessario per far fronte ad una delle peggiori crisi che abbia mai investito il sistema. Un sostegno che ha superato i 540 milioni di euro, che ha registrato un 65% in più in termini nominali di azioni del Welfare messi in campo dalle casse di previdenza”.

Sulla questione pensioni interviene, forse la prima volta, anche l’ex ministro dell’Economia Tremonti che sostiene come le leggi del governo tecnico di Monti tra cui proprio quella delle pensioni Fornero hanno peggiorato in maniera molto forte la situazione del Paese, non solo penalizzando pensionandi e pensionati ma anche i lavoratori, bloccando di fatto le nuove assunzioni con l’aumento dell’età pensionabile e i rigidi requisiti entrati in vigore.

Ulteriori richieste al governo di intervento sulle pensioni arrivano anche da Maria Luisa Gnecchi de Pd che chiede, con una nuova interrogazione, se nella Legge di Stabilità esistono ancora i margini di intervento per cancellare le penalizzazioni per i lavoratori che vogliono andare in pensione prima ma non hanno ancora compiuto i 62 anni. La Gnecchi, inoltre, insieme a Cesare Damiano, riporta in discussione l’importanza dell’opzione contributivo donna e di una sua eventuale proroga e in una nota congiunta spiegano ‘L’effetto combinato della riforma pensioni Fornero e di una circolare dell’Inps ha fatto sì che il periodo sperimentale in cui è possibile per le donne avere la pensione anticipata a 57 anni di età e 35 anni di anzianità ma a condizione che le stesse donne optino per il sistema contributivo e cioè per un assegno di pensione inferiore, sia stato accorciato escludendo tutte le donne che hanno maturato i requisiti per la pensione nel 2015?. Cosa che non ritengono assolutamente giusta, nonché anche poco vantaggiosa per lo stesso Inps.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il