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Pensioni anzianità, uomini, vecchiaia, donne, precoci, usuranti: novità settimana, tra conferme e smentite

Quali ancora le speranze di cambiamento per la riforma pensioni con Legge di Stabilità in Parlamento: presentati diversi emendamenti. Cosa chiedono




“Non c'è nessuna grave deviazione dalle regole previste nel Patto Ue nelle leggi di stabilità italiana e francese”: questo il giudizio della Commissione europea sulla nuova Legge di Stabilità del governo Renzi, Legge su cui si riserva comunque un giudizio più approfondito a novembre, quando valuterà anche eventuali “mancanze o rischi”.

Il commissario agli affari economici Jyrki Katainen, in una nota, ha precisato che gli Stati hanno risposto “in modo costruttivo ai rilievi. Dopo aver preso in considerazione le nuove informazioni e gli sforzi ulteriori comunicati a noi nei giorni scorsi, non rilevo casi di 'deviazione particolarmente grave' che ci obbligherebbe a considerare un'opinione negativa in questo momento del processo”.

Ora si attende che la Legge arrivi in Parlamento il prossimo 24 novembre, quando saranno discussi tutti i nuovi emendamenti presentati, soprattutto quelli che riguardano interventi sulla riforma pensioni. E le novità sono diverse per questo capitolo: mentre il Pd chiede che siano aumentate le pensioni minimi e introdotta una no tax area per i pensionati, chiede che venga rivisto il sistema di tassazione sul Tfr in busta paga, e che siano eliminate le penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima dei 62 anni; Cesare Damiano rimette in discussione la necessità di sistemi di uscita anticipata, come quello che permette di andare in pensione a 62 anni e 35 anni di contributi con relative penalizzazioni.

Ma non solo, perché insieme all’onorevole Gnecchi invita anche ad una riflessione sulla convenienza di prorogare il sistema contributivo donna, estendendolo però anche agli uomini, con la buona conseguenza di ottenere vantaggi tanto in termini economici, giacchè lo Stato risparmierebbe erogando pensioni calcolate con metodo contributivo piuttosto che retributivo, e in termini lavorativi, giacchè i prepensionamenti di alcuni lavoratori libererebbero nuovi posti di lavoro per i più giovani.

Il M5S chiede, invece, che venga resa ‘giustizia pensionistica’ introducendo un prelievo sulle pensioni d’oro che superano i 90 mila euro annui e che venga introdotto, come chiesto dal Pd, un meccanismo di detassazione per le pensioni minime. Nuovi emendamenti chiedono anche nuove risposte sul prepensionamento del personale ferroviario, la previsione delle erogazioni delle pensioni di reversibilità, nonché una revisione di quelle per gli invalidi civili. Il quadro sugli eventuali cambiamenti alle pensioni si presenta, tuttavia, a tinte fosche perché, se è vero che sono tutti d’accordo a cambiare l’attuale legge che, secondo l’ex ministro dell’Economia Tremonti, avrebbe contribuito a peggiorare le condizioni del nostro Paese, se è vero che il ministro del Lavoro Poletti continua a dimostrarsi ben disposto ad agire sulle pensioni, se è vero che le proposte ci sono, ed anche a costo zero, è anche vero che il premier Renzi continua a tacere in merito, che anche l’Ue blocca ogni intervento chiedendo solo tagli, e che qualsiasi annuncio e ipotesi di modifica finora arrivata è rimasta solo tale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il