BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Indulto e Amnistia: novità settimana tra dichiarazioni, conferme e smentite

Diminuiscono i detenuti delle carceri italiane ma situazione ancora drammatica: come si risolverà il problema del sovraffollamento?




Diminuiscono i detenuti da 70mila a 54mila ma restano comunque tantissimi e non bastano le misure compensative approvate con il decreto svuota carceri. E continua in Commissione Giustizia l’esame dei quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia, per alcuni soluzioni rapide per portare ad un ulteriore svuotamento delle nostre strutture carcerarie, per altri si tratta di misure certamente non risolutive di una questione che dovrebbe essere affrontata, e risolta, in maniera più profonda. E il primo a dichiararsi, da sempre, contro l’approvazione di indulto e amnistia è proprio il premier Renzi.

Il presidente del Consiglio ha ribadito: “I criminali colpevoli devono pagare fino alla fine. Chi commette un reato e viene condannato deve restare dentro. Se guardo le statistiche vedo che la situazione è un pò meglio del passato, ma chi subisce le conseguenze non si preoccupa delle statistiche. Noi dobbiamo far sì che quelli che becchiamo quando vengono condannati poi restano dentro. Quando un cittadino vede ripassare per la stessa strada anche uno scippatore l'impressione è che poi non ci sia più certezza del diritto. La giustizia deve garantire che chi è colpevole paga fino alla fine”.

Per Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo Polizia penitenziaria: “La situazione nelle carceri resta allarmante. Altro che emergenza superata. Per fortuna delle istituzioni, gli uomini della Polizia penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere con professionalità e umanità. Ma devono assumersi provvedimenti concreti: non si può lasciare solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria la gestione quotidiana delle costanti criticità delle carceri marchigiane e del Paese tutto”.

Anche Papa Francesco ha detto la sua sulla situazione delle carceri e ha invitato alla riflessione, spiegando: ““Le deplorevoli condizioni detentive che si verificano in diverse parti del pianeta, costituiscono spesso un autentico tratto inumano e degradante, molte volte prodotto delle deficienze del sistema penale, altre volte della carenza di infrastrutture e di pianificazione, mentre in non pochi casi non sono altro che il risultato dell’esercizio arbitrario e spietato del potere sulle persone private della libertà. La carcerazione preventiva, quando in forma abusiva procura un anticipo della pena, previa alla condanna, o come misura che si applica di fronte al sospetto più o meno fondato di un delitto commesso, costituisce un’altra forma contemporanea di pena illecita occulta, al di là di una patina di legalità. Questa situazione è particolarmente grave in alcuni Paesi e regioni del mondo, dove il numero dei detenuti senza condanna supera il 50% del totale. Questo fenomeno contribuisce al deterioramento ancora maggiore delle condizioni detentive”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il