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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità per determinate categorie. Per quali, come funzionano e quando

Revisione delle pensioni di invalidità, reversibilità, cancellazione delle penalizzazioni se si va in pensione prima dei 62 anni, prepensionamenti: i singoli interventi previsti per riforma pensioni




Il ministro del Lavoro Poletti, qualche tempo fa, aveva avanzato una nuova proposta di modifica per la riforma Fornero, cancellare le penalizzazioni per chi vuole andare in pensione prima dei 62, in via sperimentale fino al 2017, misura di cui avrebbero particolarmente beneficiato lavoratori usuranti e precoci che non riescono a maturare i requisiti di accesso alle pensioni richiesti dalle legge Fornero. Ora, in vista delle discussioni sulla nuova Legge di Stabilità prima del suo approdo in Parlamento il prossimo 24 novembre, secondo le ultime notizie, arriva anche la proposta di cancellazione delle penalizzazioni arriva anche dall'onorevole Maria Luisa Gnecchi del Pd.

La Gnecchi ha presentato un'interrogazione al governo chiedendo appunto di ‘eliminare il sistema di disincentivi previsti per l'accesso alla pensione anticipata qualora i lavoratori non abbiano perfezionato i 62 anni di età, quadro normativo che determina la paradossale conseguenza di penalizzare diverse categorie di soggetti che maggiormente rischiano di subire gli effetti più pesanti di tale meccanismo di decurtazione dell'assegno pensionistico, quali i cosiddetti precoci o alcune categorie di lavoratori che in virtù delle particolari condizioni di esecuzione della loro attività lavorativa sono stati riconosciuti meritevoli di apposite disposizioni di tutela, quali i lavoratori che svolgono lavori usuranti o i lavoratori che sono stati esposti per periodi prolungati all'amianto’.

E se la Lega continua la sua ‘battaglia’ verso il referendum di abrogazione totale della riforma pensioni Fornero, pronti nuovi emendamenti che chiedono revisioni per le pensioni di invalidità; di reversibilità, con possibilità di dare al coniuge superstite il 100% della pensione del coniuge defunto, invece del 60% come attualmente previsto, se però non titola di altri redditi; revisioni per la cumulabilità dei redditi da pensione; per la possibilità di prepensionamento per il personale ferroviario, nonché, come diversi emendamenti del Pd riportano, di aumento del valore delle pensioni più basse o un nuovo piano di detassazione per gli assegni minimi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il