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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: nuova lista emendamenti, proposte, interrogazioni da discutere in Parlamento

Interventi su pensioni d’oro, uscite anticipate, revisioni pensioni di reversibilità e invalidità: come potrebbe cambiare la riforma pensioni per alcune categorie




Interventi su pensioni d’oro, revisioni pensioni di reversibilità e invalidità, prepensionamenti: piovono nuovi emendamenti e disegni di legge da discutere per la nuova Legge di Stabilità e volti a modificare la riforma pensioni. Ma, dopo mesi e mesi di discussioni, sembra ancora difficile riuscire ad intervenire su quella legge pensionistica che, malgrado errori e casi creati, garantisce 80 miliardi di euro di risparmi, cifra considerevole che ‘fa comodo’ all’Italia in questo momento di grande crisi economica. E allora si potrebbe agire con singoli interventi pensati per alcune categorie di lavoratori.

E cono diverse le forze politiche e sociali che hanno avanzato nuove proposte di modifiche: mentre Walter Rizzetto del M5S ha presentato un emendamento per l’introduzione di quel prelievo di solidarietà di cui si era tanto parlato sulle pensioni d’oro, quelle che eccedono i 90mila euro con contemporanea detassazione delle pensioni più basse; l'onorevole Maria Luisa Gnecchi del Pd ha presentato un'interrogazione chiedendo di cancellare ‘il sistema di disincentivi previsti per l'accesso alla pensione anticipata qualora i lavoratori non abbiano perfezionato i 62 anni di età, quadro normativo che penalizza categorie di soggetti, quali i lavoratori che svolgono lavori usuranti o i lavoratori che sono stati esposti per periodi prolungati all'amianto’; e dal Pd arrivano anche pronti nuovi emendamenti per la revisione delle pensioni di reversibilità, di invalidità; di estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati.

Anche Richetti del Pd, come Rizzetto, sostiene il prelievo contributivo sulle pensioni più alte, che permetterebbe di accumulare risparmi, e spiega anche che “Il punto critico della Legge di Stabilità 2015 è il Tfr. Condivisibilissimo l’obiettivo di rilanciare i consumi, rilancio che purtroppo fatichiamo a vedere, con la possibilità di una busta paga più pesante. Ma la sola disponibilità per i privati, oltre ad essere ingiusta, rischia di porre anche un vizio di costituzionalità. E poi c’è l’aspetto della tassazione ordinaria per chi sceglie di avere il Tfr in busta paga rispetto a quella separata dell’accantonamento. In questo modo si stabilisce una disparità di fatto tra chi ha veramente bisogno di liquidità in più e tra chi invece può permettersi l’accantonamento con tassazione agevolata. Si rischia paradossalmente di penalizzare di più proprio chi non ce la fa”.

Mentre si torna poi a parlare della possibile proroga dell’opzione contributivo donna, Cesare Damiano ribadisce la possibilità di uscita anticipata a 62 anni, con 35 anni e penalizzazioni definite in base a quanto tempo prima si va in pensione rispetto ai 66 anni oggi richiesti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il