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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: a rischio e con tanti dubbi per 22 milioni di iscritti all'INPS

Lavoratori, pensionandi e pensionati: la situazione a tinte fosche del presente e i dubbi per il futuro. La situazione e cosa si potrebbe fare




Norme pensionistiche errate, requisiti per l’accesso alla pensione che diventeranno sempre più rigidi e novità su Tfr in busta paga e tassazione sulla previdenza complementare che certo non arrivano a far sorridere quei 22 milioni di pensionati italiani, oggi decisamente in balia delle onde. E con loro anche lavoratori e pensionandi. La riforma pensioni doveva essere una delle prime questioni su cui agire, soprattutto con sistemi di uscita anticipata e flessibile, invece nonostante la nuova Legge di Stabilità non è stato fatto ancora nulla per modificarle e le ultime notizie non sono certo confortanti.

Non solo dipingono un quadro a tinte fosche per quanto riguarda la situazione pensionistica attuale, troppo alta la spesa e troppo alti i requisiti per andare in pensione, ma prevedono una situazione sempre più incerta. Il Sole 24 Ore, a conferma di questa situazione incerta, riporta una serie di notizie che fanno capire in che acque navighiamo in Italia.

Il premier Renzi ha annunciato la possibilità di ricevere parte del Tfr in busta paga, se richiesto dal lavoratore, quindi una misura non obbligatoria ma su base volontaria, ma si tratta di una parte di Tfr che viene sottoposto a tassazione ordinaria (salvo cambiamenti improbabili dell’ultimo minuto), quindi poco vantaggioso, e con lo svantaggio di erogare al lavoratore ora i  busta paga qualche decina di euro in più al mese, a fronte di un minore capitale accumulato al termine della propria vita lavorativa. Occorrerebbe, dunque, prima, ben valutare la situazione e poi eventualmente accettare di richiederlo.

Incertezza anche sulla cosiddetta busta arancione, quello strumento informativo sulla situazione contributiva, precisa e puntuale, che ciascun contribuente avrebbe già dovuto ricevere a casa, ma che non è stata mai spedita. Tutti si sono prodigati in promesse mai mantenute in merito ed ora anche il nuovo commissario Inps Treu ha promesso: “Manderemo al più presto la busta arancione con le informazioni sulla pensione”, annunciando per la fine dell’anno tali informazioni ma “gradualmente e per i lavoratori più vicini alla pensione”.

Del resto, l’accesso alle proprie informazioni pensionistiche dovrebbe essere un diritto dei lavoratori, come insegnano gli altri Paesi europei. In Italia, invece, si prosegue per singole ipotesi, vale a dire ogni lavoratore e futuro pensionati procedono, da soli, a stime su quanto potranno ricevere una volta in pensione ma per avere certezze bisogna fare ancora lunghe file all’Inps. Ma, secondo un sondaggio Ipr Marketing di Antonio Noto, il 57% ritiene che la pensione non sarà sufficiente, ma il 63% non ha una pensione complementare e il 72% non ha assicurazioni per affrontare imprevisti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il