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Legge stabilità: pensioni, riforma Isee 2015, partita iva nuovo regime minimi, bonus bebè, TFR anticipato. Da chiarire tanti punti

Ultimi giorni di discussione per eventuali modifiche alla nuova Legge di Stabilità 2015: quali potrebbero essere e cosa riguarderebbero




A disposizione ancora qualche giorno per la discussione delle ultime eventuali modifiche da inserire nella nuova Legge di stabilità 2015. Diversi già gli emendamenti pronti per intervenire su una riforma pensioni ormai da troppo al centro di dibattiti e discussione ma su cui sembra comunque ancora difficile che si possa intervenire. Partiti politi e forze sociali sono comunque unanimi nel chiedere maggiore flessibilità con piani di uscita anticipata a fronte di penalizzazioni, e quindi a costo zero; rivalutazione delle pensioni più basse o nuovo sistema di detassazione sempre per gli assegni minimi.

C’è chi chiede la revisione delle pensioni di reversibilità e invalidità, nonché chi, come il M5S, la definitiva introduzione del contributo di solidarietà sulle pensioni più alte, quelle che superano i 90mila euro.  Tra le altre questioni da mettere a punto, la polemica sulla tassazione ordinaria cui dovrebbe essere sottoposto il Tfr erogato in busta paga. Le richieste comunque sono quelle di agevolare i lavoratori e pensare ad un regime fiscale agevolato che renda la misura conveniente; la definizione del nuovo bonus bebè 2015.

Dopo che il fondo disponibile è stato ridotto da 500 milioni a 202 milioni di euro, ora si pensa che con il passare del tempo e le richieste dell’agevolazione, possano mancare effettivamente le coperture necessarie. C’è chi, inoltre, ritiene che erogare mensilmente 80 euro a chi percepisce fino a 90 mila euro di reddito annuo sia troppo e che si potrebbe abbassare la soglia di reddito ed erogare magari di più a chi ne ha più bisogno.

Restano poi da sciogliere alcuni nodi sul nuovo Isee 2015 che entrerà in vigore a partire dal prossimo gennaio, che innanzitutto riduce la possibilità di autocertificazionee prevede non solo la dichiarazione del reddito vero e proprio di una famiglia, cioè stipendio e pensione, ma anche il suo patrimonio, a partire dalla casa. Saranno controllati anche i conti correnti e tutti i dati saranno poi incrociati con i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate.

Da risolvere la questione dei disabili: le associazioni contestano diversi punti, tra cui quello inserire tra le entrate del bilancio familiare anche le somme fiscalmente esenti, il che, per i disabili significa considerare nei redditi complessivi ogni contributo per la disabilità, che farebbe salire l’Isee, con conseguente perdita di posizioni in graduatoria. Cambia inoltre il regime dei minimi che non varrà solo per liberi professionistici e autonomi fino a 35 anni e con regime al 5%, ma per tutti, per dieci anni dall’apertura, e con regimi compresi tra il 5 e il 15% in base alla tipologia di attività che si svolge. Il reddito massimo per aderire al nuovo regime dei minimi sale da 30 a 40mila euro annui.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il