BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Indulto e Amnistia: Ministro Orlando, Boldrini, Manconi, Antigone, Bernardini nuovi interventi e dichiarazioni

Si continua a parlare di misure di indulto e amnistia e continua ad essere forte l’emergenza carceraria del sovraffollamento. La situazione




Mentre si discutono ancora le ultime questioni da rivedere per la nuova Legge di Stabilità 2015, si torna a discutere anche della questione su indulto e amnistia, nell’attesa, ancora, della presentazione del testo unificato dei quattro ddl sulle misure di clemenza. Il ministro della Giustizia Orlando ha precisato qualche tempo fa che, dopo l’entrata in vigore delle misure del decreto carceri, i detenuti sono diminuiti da 70mila a 54mila e ha dichiarato: “La Corte di Strasburgo che ci aveva messo sotto accusa ha dichiarato che i provvedimenti assunti dall’Italia sono provvedimenti che hanno affrontato l’emergenza. Questo non significa che abbiamo ancora un carcere all’altezza della situazione. Dobbiamo rivedere la disciplina penitenziaria spingere sulle pene alternative al carcere, puntare sulle pene in carcere, fare in modo che il modello di reclusione non sia passivo come quello attuale. Certo che se il lavoro scarseggia fuori è difficile portarlo in carcere, però si può fare ancora molto di più”.

Intanto, il presidente dell’Associazione Antigone, Patrizio Gonnella, ha lanciato un nuovo appello: “L’amministrazione penitenziaria deve governare 54 mila detenuti, 35 mila persone in misure alternative, 45 mila poliziotti e altre figure professionali. Viaggiamo intorno alle 150 mila persone. È anomalo che non ci sia un capo. Poi ci sono altri grandi problemi da risolvere. C’è troppa gente in abbandono terapeutico, troppi suicidi. Siamo stati multati nel 2013 perché avevamo celle fatiscenti, maleodoranti e i detenuti venivano trattati come bestie. Adesso, il tempo che l’Ue ci ha dato deve servire a progettare un sistema che non ricada negli errori del passato. Vorremmo una sorta di regia trasparente che faccia funzionare le cose in maniera migliore”.

Anche la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, è intervenuta qualche tempo sulla questione carceri e sovraffollamento e ha detto: “In questa legislatura sono state fatte tante cose sul tema delle carceri e della pena, il mio auspicio è che gli effetti a regime possano mutare il quadro a tratti insostenibile”. “Amnistia e indulto non sono certo una soluzione strutturale, ma si impongono in questa condizione di emergenza anche per alleggerire il sovraffollamento nelle carceri italiane” secondo invece gli avvocati della Camera Penale di Firenze.

Secondo Rita Bernardini, segretario nazionale di Radicali Italiani, “i provvedimenti adottati da Governo e Parlamento non hanno portato ad amnistia e indulto, fondamentali per creare una situazione accettabile e guadagnare la promozione dell’Italia da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo” e sulla misura sui risarcimenti dice: “Non risponde a quanto aveva chiesto all’Italia la corte di Strasburgo, e cioè che i risarcimenti fossero effettivi. Noi abbiamo la prova che tali non sono”.

Per Luigi Manconi, presidente dell’Associazione ‘A buon diritto’, primo firmatario del primo dei quattro disegni di legge su amnistia e indulto, il sovraffollamento carcerario in Italia “È un dato rilevante, talmente rilevante da mutare completamente la composizione del carcere, una vera e propria sovrapposizione di corpi, membra, liquidi umani, fisicità. Questo è il sovraffollamento con tutto il suo effetto dirompente. Ovvero una promiscuità fisica che diventa un fattore determinante di tutti gli elementi della vita quotidiana. Insisto su questo punto perché il sovraffollamento rappresenta davvero un mutamento radicale dell’ambiente e delle persone. Ad oggi nonostante la riduzione del numero dei detenuti, la situazione è ancora di sovraffollamento”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il