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Riforma pensioni, quota 96, indulto, amnistia, Legge Stabilità, blocco stipendi statali: novità mercoledì, oggi 5 Novembre 2014

Le questioni irrisolte che attendono risposte nella nuova Legge di Stabilità e non solo: cosa fare per pensioni e Quota 96 e come risolvere l’emergenza carceraria?




Il prossimo 24 novembre la nuova Legge di Stabilità arriva in Parlamento conterrà la misura che sblocca gli scatti automatici di stipendio promessi dal governo ma esclusivamente a forze dell’ordine e militari. Resta confermato per tutte le altre categorie di dipendenti pubblici il blocco di contratti e stipendi per il 2015, come annunciato dal ministro Marianna Madia.

Per le categorie per cui, però, resta bloccato il rinnovo del contratto, dovrebbero comunque scattare gli scatti agli stipendi nel caso di promozioni di carriera. Per tutto il resto, bisognerà aspettare ancora, magari quando saranno disponibili nuove risorse, per vedersi riconosciuto quello scatto stipendiale che, indipendentemente da tutto, rappresenta un diritto del lavoratore, ormai negato da troppo tempo.

E si attendono conferme anche per quanto riguarda altre misure della Legge di Stabilità, dalla reale disponibilità di risorse per il nuovo bonus bebè di 80 euro che partirà dal prossimo gennaio 2015, alle misure di intervento sull’attuale riforma pensioni e che insieme agli ormai ben noti piani di uscita anticipata e flessibile a costo zero dovrebbero prevedere anche revisione delle pensioni di reversibilità e di quelle di invalidità, estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati o una nuova no tax area.

Chiesta anche la cancellazione delle penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima dei 62 anni e l’introduzione del contributo di solidarietà sulle pensioni che superano i 90mila euro. Speranze di novità anche per i Quota 96 della scuola. Difficile che i 4mila lavoratori della scuola possano davvero riuscire ad ottenere le risposte che auspicano eppure, dopo tante delusioni, la nuova interrogazione della Puppato del Pd al ministro dell’Economia Padoan, cui chiede come ha intenzione di risolvere questa urgenza sociale e perché non utilizzi le risorse disponibili, ha contribuito a creare nuove aspettative.

E sulle attese invece per le misure di indulto e amnistia, mentre il ministro della Giustizia Orlando ha detto: “La Corte di Strasburgo che ci aveva messo sotto accusa ha dichiarato che i provvedimenti assunti dall’Italia sono provvedimenti che hanno affrontato l’emergenza. Questo non significa che abbiamo ancora un carcere all’altezza della situazione. Dobbiamo rivedere la disciplina penitenziaria spingere sulle pene alternative al carcere, puntare sulle pene in carcere, fare in modo che il modello di reclusione non sia passivo come quello attuale. Certo che se il lavoro scarseggia fuori è difficile portarlo in carcere, però si può fare ancora molto di più”; il presidente dell’Associazione Antigone Gonnella, chiede la creazione di condizioni di vita migliori nelle carceri e “una sorta di regia trasparente che faccia funzionare le cose in maniera migliore”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il