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Pensioni donne, usuranti, precoci Governo Renzi: riforma, novità sempre più richieste e urgenti con continue conferme da tutti

Situazione critica Inps e sistema pensionistico italiano e necessità di interventi per evitare la situazione peggiori: cosa sta succedendo e cosa cambiare




Un buco da quasi 13 miliardi di euro nei conti del 2013 e sono previste ulteriori perdite per il prossimo anno; la maggior parte dei pensionati italiani vive con meno di mille euro al mese e alcuni, circa 2 milioni su 16, con 500 euro, più o meno. E’ evidente già da questi pochi dati come la situazione previdenziale in Italia sia critica e come siano sempre più necessari interventi sulla riforma pensioni. E’ chiaro anche come quei meccanismi di uscita anticipata e flessibile possano servire per rendere più sostenibile il sistema pensionistico e, al contempo, per favorire il mercato occupazionale.  

Lo stesso commissario Inps Treu ha chiesto di introdurre maggiore flessibilità, ribadendo anche la necessità di una nuova governance per l’Inps “per dare una prospettiva di medio termine all'istituto”. Gli fa eco il presidente della commissione parlamentare, Lello Di Gioia, che ha precisato come “l’Inps è una struttura complessa ma solida e che ha bisogno di stabilità, funziona, ma si deve fare meglio perché i compiti sono aumentati ; occorre un assetto normativo che assicuri una governance adeguata, con piani organizzativi di medio e lungo periodo. L’operazione del Tfr risponde ad una logica che privilegia un bisogno finanziario immediato; occorre sostenere lo sviluppo della previdenza complementare”.

Di Gioia ha inoltre spiegato che dopo la riforma Fornero “verrà a galla un conflitto generazionale con le lamentele di coloro che riceveranno la pensione calcolata con il contributivo ma che, di fatto, pagano oggi le pensioni di chi può godere del sistema retributivo. Alcune categorie sono privilegiate, in quanto avendo una carriera lunga sommeranno al trattamento retributivo già maturato anche la parte calcolata con il sistema contributivo sino al termine del periodo di lavoro”.

Ecco perché diventa sempre più urgente intervenire ora con cambiamenti all’attuale legge pensionistico, magari approvando quella proroga dell’opzione contributivo donna, estendendola anche agli uomini, per permettere ai lavoratori di uscire prima dal lavoro; o prevedendo estensioni del bonus di 80 euro anche ai pensionati che ricevono assegni minimi ma che con maggiori risorse potrebbe rappresentare uno dei volani della ripresa economica.

Maggiori risorse, seppur qualche decina di euro, permetterebbe di poter spendere anche di più in spesa, altro capitolo fortemente contrattosi visto che oggi si risparmia anche sull’acquisto di generi alimentari, dando nuovo impulso ai consumi e, di conseguenza, all’economia in generale. Le ultime novità ed emendamenti saranno discussi in questi giorni nelle varie Commissioni in vista del voto sulla Legge di Stabilità del prossimo 24 novembre.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il