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Pensioni donne, uomini, anzianità riforma Governo Renzi: novità, obiettivo sono tre leggi per i partiti. Due subito e una promessa

Proroga opzione contributivo donna, uscita quota 100 ed estensione 80 euro anche ai pensionati: nuove richieste cambiamenti riforma pensioni




Qualche settimana fa il ministro del Lavoro Poletti ha riaperto le speranze per nuovi interventi sulla riforma pensioni dicendo che ‘a qualcosa’ si stava lavorando; in questi giorni di pioggia di emendamenti alla Legge di Stabilità in discussione alle varie Camere sono diverse le nuove proposte per rendere più flessibile e sostenibile il sistema pensionistico italiano; ma le ultime dichiarazioni del ministro dell’Economia Padoan non fanno ben sperare. Intervenuto infatti in occasione della giornata del risparmio, Padoan ha parlato delle misure di riforma del welfare, appoggiandole, ma nessuna parola sulla questione pensioni ed eventuali prospettive di cambiamento.

Ma non c’è da stupirsi perché Padoan ha più volte ribadito come per lui vada bene lasciare tutto così com’è previsto dalla legge attuale Fornero. Eppure in vista del voto alla Legge di Stabilità, il 24 novembre, l’obiettivo è duplice. Si vuole arrivare all’approvazione, in particolare, di due leggi: una che proroga la possibilità di opzione contributivo donna, che diventerebbe possibilità di uscita anticipata per tutti, donne e uomini, con sistema contributivo e tagli agli assegni finali; e l’altra che prevede l’uscita a quota 100.

Se ne è già parlato in questi mesi ma ora il presidente della Commissione Lavoro Damiano, dopo aver riproposto il piano di uscita anticipata a 62 anni, con 35 anni di contributi e penalizzazioni, lancia l’idea di uscita a quota 100, somma di età anagrafica e contributiva, permettendo ai lavoratori, sempre su base volontaria, di andare in pensione, per esempio, con 38 anni di contributi e a 62 anni di età, dando così a categorie di lavoratori come usuranti e precoci, la possibilità di uscire prima rispetto ai rigidi requisiti oggi richiesti per andare in pensione. E si vuol tornare a ‘scommettere’ sulla possibilità di estendere, nel 2015, il bonus di 80 euro anche ai pensionati che ricevono assegni minimi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il