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Pensioni, riforma 730 2015 precompilato, quota 96, indulto, amnistia, Legge Stabilità: novità oggi giovedì 6 Novembre 2014

Quali modifiche ancora possibili per la nuova Legge di Stabilità? Da chiudere anche la questione sulle misure di indulto e amnistia e via libera a 730 precompilato




Bankitalia approva la nuova Legge di Stabilità 2015 del governo Renzi ma lancia l’allarme pensioni per il Tfr in busta paga, misura che se approvata deve essere comunque limitata nel tempo. Via libera anche dall’Abi: il direttore generale dell'Abi Giovanni Sabatini ha parlato di “manovra che stimola la domanda complessiva, con misure importanti ed innovative, che segnano una discontinuità rispetto al passato. Tra i rilievi critici gli aumenti delle aliquote sui fondi pensione e sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dei fondi per il tfr, i quali benché tecnicamente coerenti con modifiche precedenti, destano riserve in ragione degli effetti che potranno avere sulla previdenza”.

Si attendono comunque conferme sul Tfr in busta paga e regime fiscale cui sarà sottoposto, se ordinario come ora previsto o agevolato come richiesto. E sull’eventuale aumento dell’Iva: ed è allarme anche su questa misura. Secondo l’ufficio studi di Confcommercio, se saranno approvati gli aumenti previsti per il triennio 2016-2018 “si avranno complessivamente 65 miliardi in meno di consumi da parte delle famiglie”. Misura dunque che scoraggerebbe i consumi, affossando ancor di più l’economia italiana.

Pronti ad essere discussi anche i nuovi emendamenti presentati per modificare la riforma pensioni ma si punta essenzialmente, ora, a far approvare due leggi: quella che permetterebbe la proroga, e l’estensione anche agli uomini, del sistema contributivo, in modo da permettere a tutti di andare in pensione prima senza aspettare necessariamente i 66 anni oggi richiesti dalla legge Fornero, accettando però assegni ridotti calcolati con metodo contributivo; e quella, proposta da Cesare Damiano, di uscita con Quota 100, risultato di somma età anagrafica ed età contributiva.

Difficile, però, che qualcosa davvero possa cambiare, così come difficile che arrivi qualche soluzione per il pensionamento dei quota 96 della scuola, 4mila persone ancora bloccate nel loro percorso verso l’uscita dal lavoro a causa di un errore della riforma Fornero. E segnali negativi sono arrivati anche dalla Leopolda, occasione in cui è stato ribadito che la questione dei lavoratori della scuola non è priorità del governo.
 
Ma la senatrice Puppato del Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Economia Padoan per capire cosa si farà realmente per risolvere il caso dei Quota 96 e perché non vengono utilizzate per mandare in pensione persone che lo sarebbero già se non fosse entrata in vigore la legge Fornero utilizzando “parte delle risorse liberate dal nuovo sistema di conteggio del PIL per correggere l'errore e sancire dunque con forza il principio per cui il diritto acquisito del singolo non è ritrattabile dallo Stato senza il consenso dello stesso”.

Dispiaciuta per la situazione dei Quota 96 anche la stessa fautrice del caso, l'ex ministro Fornero che ha detto “Ho ricevuto, e continuo a ricevere, molte lettere di persone che a vario titolo mi scrivono lamentandosi della riforma delle pensioni, definendola, nel migliore dei casi, un errore e nel peggiore il frutto perverso della mia mente contorta o del mio animo cattivo’, augurandosi che certe ‘distorsioni’ o quelli che vengano definiti ‘errori’, formulati per esigenze dell’epoca, possano essere risolti.

E si attendono soluzioni definitive anche per la questione del sovraffollamento carcerario, per cui si discute ancora di misure di indulto e amnistia. Contrario ancora il premier Renzi, diviso, fortemente, il mondo politico, mentre il ministro della Giustizia Orlando ha nuovamente spiegato “La Corte di Strasburgo che ci aveva messo sotto accusa ha dichiarato che i provvedimenti assunti dall’Italia sono provvedimenti che hanno affrontato l’emergenza. Questo non significa che abbiamo ancora un carcere all’altezza della situazione. Dobbiamo rivedere la disciplina penitenziaria spingere sulle pene alternative al carcere, puntare sulle pene in carcere, fare in modo che il modello di reclusione non sia passivo come quello attuale. Certo che se il lavoro scarseggia fuori è difficile portarlo in carcere, però si può fare ancora molto di più”.

E' stato intanto approvato il modello 730 precompilato per la dichiarazione dei redditi. Il modello sarà direttamente recapitato a casa di ogni contribuente dal prossimo 15 aprile, riportando già alcuni dati. Per il 2015, la dichiarazione precompilata sarà inviata ai contribuenti che presentano il modello 730, circa 20 milioni di persone che hanno redditi da lavoro e pensione certificati da terzi; che detraggono e deducono le spese più comuni, come quelli di spese mediche o mutui; e con principali redditi aggiuntivi composti da redditi fondiari. Non sono interessati alla novità coloro che invece presentano solitamente il modello Unico per le dichiarazioni dei redditi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il