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Legge Stabilità: pensioni riforma TFR anticipato, blocco stipendi statali, forze dell'ordine, bonus bebè, Irap. Nuove modifiche

Pareri Bankitalia e Abi su misure nuova Legge di stabilità 2015 e conferme in vigore dal prossimo anno: le novità




Al via alle Camere le discussioni per le ultime modifiche alla Legge di Stabilità che sarà in Parlamento il prossimo 24 novembre e le audizioni sulle misure in essa contenute. Nella documentazione depositata in commissione Bilancio di Camera e Senato in occasione dell'audizione del presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro, sul Ddl di stabilità, si legge che l’opzione Tfr in busta paga potrà dare un aumento di 0,1 punti di Pil con una crescita di 2,7 miliardi dei consumi. Ma sulla questione Tfr in busta paga è piuttosto critica Bankitalia che auspica “la temporaneità del provvedimento”.

In un'audizione alle commissioni Bilancio della Camera e del Senato il vice direttore generale Luigi Federico Signorini ha infatti spiegato che “lo smobilizzo del Tfr maturando inciderebbe negativamente sulla capacità della previdenza complementare di integrare il sistema pensionistico pubblico, che in prospettiva presenta bassi tassi di sostituzione, soprattutto per i giovani, mediamente più soggetti a vincoli di liquidità. L'adesione dei lavoratori a basso reddito all'iniziativa aggrava il rischio che questi abbiano in futuro pensioni non adeguate”.

Promossa dall’Abi la Legge di Stabilità che contiene “misure importanti ed innovative, che stimolano la domanda complessiva e segnano una discontinuità rispetto al passato, anche se gli aumenti delle aliquote sui fondi pensione destano riserve in ragione degli effetti che potranno avere sulla previdenza” L’abi però ribadisce la disponibilità delle banche a supportare l'anticipo del Tfr in busta paga. In dubbio dunque, ancora una volta, gli interventi sulle pensioni. Critiche anche dall’Istas.

Tra le novità della Legge di Stabilità la retroattività del'aumento dell'aliquota Irap: secondo la bozza ufficiale sono confermati gli aumenti di imposta a cominciare dall'Imposta regionale sulla attività produttive. Ciò significa che i pagamento per il 2014 dovranno essere effettuati con un'aliquota più alta rispetto a quella ridotta dal decreto sul bonus Irpef. L'aliquota sale dunque dal 3,5 al 3,9%.

Confermato anche lo sblocco degli stipendi 2015 per militari e forze dell’ordine, come promesso. Confermato poi il nuovo bonus bebè dal 2015, che dovrà essere richiesto all’Inps e non verrà erogato in maniera automatica, varrà per chi percepisce redditi che non superano i 90mila euro annui e vale fino al terzo anno di età del proprio figlio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il