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Pensioni vecchiaia, anzianità, precoci, usuranti riforma Governo Renzi: novità, INPS contro Legge Stabilità chiede interventi

Commissario Inps Treu su necessità di interventi riforma pensioni con uscita anticipata e su Tfr in busta paga: nuove ipotesi




Necessario “qualche elemento di flessibilità sull'età pensionabile” che cambi l’attuale sistema previdenziale e intervenga sulla riforma pensioni Fornero: questa la posizione del commissario Inps, Tiziano Treu. Il commissario Inps ha spiegato che ci sono “In Parlamento diverse proposte. Il governo le ha scartate perché costose. È stata invece istruita quella dell'ex ministro Enrico Giovannini dell'anticipo di una pensione che potrebbe essere richiesta dai lavoratori cui manchino tre anni al raggiungimento dei requisiti di pensionamento e che poi verrebbe restituita in piccolissime rate sull'importo della pensione normale. Lo stesso Poletti è favorevole e anche se questa proposta non è entrata nella legge di stabilità credo che debba essere recuperata nei prossimi mesi. Non costa molto e sarebbe utile, anche sul fronte dei potenziali esodati”.

L’Inps dunque auspica, come gran parte del mondo politico, sistemi di uscita anticipata e flessibile. Ma non solo. Critico Treu anche sulla misura di erogazione del Tfr in busta paga: a prescindere dal regime fiscale cui sarà sottoposto ufficialmente, il commissario Inps si augura che la misura sia temporanea.

Treu ha infatti dichiarato “L'intervento sul Tfr è chiaro che risponde ad un bisogno immediato, quello di avere qualche soldo in più per consumare. La soluzione presa è anche frutto di una mediazione. Una soluzione temporanea che forse è il minor male. Io mi auguro che non sia definitivo questo temporaneo per non danneggiare la previdenza integrativa. Bene quindi per rilanciare i consumi ma solo per tre o quattro anni”.

Treu ha quindi spiegato, in maniera puntuale, “Se si mette in busta paga il Tfr viene meno una delle fonti principali della previdenza integrativa e questo è un problema soprattutto per i giovani. Il provvedimento è ancora all'esame del governo e l'Inps non è coinvolto se non come esperto che fornisce informazioni tecniche sui dati. Uno dei problemi principali è come intervenire per aumentare i consumi, obiettivo giusto, senza deprivare le aziende, soprattutto le piccole, di una fonte di autofinanziamento. Pare che sia allo studio un intervento del sistema bancario e quindi per le imprese non cambierebbe nulla”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il