BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: Legge Stabilità, sempre più soggetti importanti chiedono modifiche e cambiamenti

Situazione pensioni attuale, attacchi e necessità di interventi: quali richiesti e quali invece previsti? E’ ancora confusa la questione




Dopo gli ultimi giudizi Ue, ci si prepara a modifiche alla nuova Manovra per capitoli importanti e per cui sono piovuti tantissimi emendamenti volti a modificare soprattutto la riforma pensioni. La Legge Fornero è stata giudicata da molti troppo rigida, il sistema pensionistico italiano ormai insostenibile e mentre la Lega ottiene il primo via libera dalla Cassazione per il referendum di abrogazione della legge pensionistica attuale, che dovrebbe essere programmato per la prossima primavera, i diversi partiti politici hanno preparato emendamenti, ddl e interrogazioni parlamentari volti soprattutto a chiedere piani di uscita anticipata e aumenti delle pensioni minime.

Maggiore flessibilità sull’attuale sistema pensionistico è stata chiesta anche dal commissario Inps Treu che ha chiaramente detto: “E’ necessario che il governo introduca qualche elemento di flessibilità per le pensioni. In Parlamento ci sono diverse proposte. Il Governo le ha scartate perché costose. È stata invece istruita quella dell'ex ministro Enrico Giovannini dell'anticipo di una pensione che potrebbe essere richiesta dai lavoratori cui manchino tre anni al raggiungimento dei requisiti di pensionamento e che poi verrebbe restituita in piccolissime rate sull'importo della pensione normale. Lo stesso Poletti è favorevole e anche se questa proposta non è entrata nella legge di stabilità credo che debba essere recuperata nei prossimi mesi. Non costa molto e sarebbe utile, anche sul fronte dei potenziali esodati”.

Flessibilità in uscita senza penalizzazioni chiesta anche da Domenico Proietti, segretario confederale Uil, che chiede anche un taglio delle tasse sulle pensioni. Proietti ha spiegato: “Noi pensiamo che in occasione della Legge di stabilità ci debba essere un intervento molto preciso e deciso da parte dell’esecutivo, che faccia seguito agli annunci degli ultimi mesi. Riteniamo che bisogna reintrodurre un principio di flessibilità: proponiamo un range tra i 62-70 anni entro il quale il lavoratore può scegliere, in base a tante esigenze, come ad esempio la tipologia di lavoro (usurante o meno) e lo stato di salute, come andare in pensione. Questo consentirebbe anche di portare finalmente a soluzione il problema degli esodati, che ha trovato una positiva risposta negli ultimi due anni grazie alla mobilitazione del sindacato, ma che riguarda ancora un consistente numero di persone che hanno diritto a una risposta. Se il lavoratore va in pensione a 62 anni, con il sistema contributivo, avrà versato meno contributi e dunque prenderà meno di pensione. Non ci può essere certo un ulteriore danno”.

Critica invece Bankitalia sulla misura pensioni del governo Renzi che prevede l’erogazione di parte del Tfr in busta paga. In un'audizione alle commissioni Bilancio della Camera e del Senato il vice direttore generale Luigi Federico Signorini ha infatti spiegato che “lo smobilizzo del Tfr maturando inciderebbe negativamente sulla capacità della previdenza complementare di integrare il sistema pensionistico pubblico, che in prospettiva presenta bassi tassi di sostituzione, soprattutto per i giovani, mediamente più soggetti a vincoli di liquidità. L'adesione dei lavoratori a basso reddito all'iniziativa aggrava il rischio che questi abbiano in futuro pensioni non adeguate”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il