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Sblocca Italia: edilizia, affitto, ristrutturazione 50%-65%, iva agevolata 4%,bonus,detrazioni, permessi. Misure, novità ufficiali

Approvato ufficialmente nuovo decreto Sblocca Italia: le misure previste e cosa cambia per edilizia, comuni e Patto di Stabilità




E’ stato approvato dal governo Renzi il decreto ufficiale Sblocca Italia 2014: tra le misure contenute, non ci sarà la riduzione dell’Iva al 4% per chi effettua lavori di ristrutturazioni, come inizialmente proposto (la proposta era di abbassare l’Iva dal 10 al 4%); nessun aumento Iva al 10% sui nuovi immobili ma via libera alla manutenzione straordinaria tramite la Cil, invece della Scia, che dovrà essere accompagnata da un’ulteriore dichiarazione del tecnico che attesti la compatibilità antisismica dell’intervento.

Cancellata anche la deduzione del 20% dal reddito dal prezzo di acquisto di un immobile, e cancellato anche il bonus del 50% delle aliquote di prodotto per i Comuni coinvolti nelle estrazioni di gas. Il decreto Sblocca Italia prevede inoltre che non è più obbligatorio il permesso di costruire per gli interventi di ristrutturazione edilizia, che comportano aumento di unità immobiliari, modifiche del volume o delle superfici a patto che però non tocchino la volumetria complessiva degli edifici.

Nei casi di progetti particolarmente complessi, si moltiplicano i termini per il rilascio del permesso di costruire; previste inoltre pesanti sanzioni da 2 mila a 20 mila euro se non vengono rispettati gli ordini di demolizione degli abusi edilizi. Altra novità contenuta nello Sblocca Italia prevede che i comuni possano definire ‘criteri e condizioni per la realizzazione da parte di cittadini, singoli o associati, di interventi pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze o strade’. Chi dovesse partecipare a tali attività dovrebbe godere di una riduzione o un'esenzione di tributi locali.

Novità anche per pagamento Imu: secondo quanto previsto dallo Sblocca Italia, infatti, i comuni hanno la facoltà di ridurre l'aliquota Imu al locatore che concordi una riduzione del canone di affitto con l'inquilino. La richiesta di riduzione del canone potrà essere avanzata dallo stesso conduttore che dovrà spiegarne i motivi. Novità anche per gli enti locali, cui arrivano sconti sul Patto di stabilità. La novità interesserà soprattutto i comuni virtuosi nel pagamento dei debiti o che investono in opere pubbliche.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il