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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: calcolo assegno più basso con rivalutazione attuale Pil negativo.Interventi urgenti

Sempre più evidente la necessità di interventi sulla riforma pensioni attuale: quali i motivi e cosa rischiano le rivalutazioni pensionistiche quest’anno




Problemi pensioni, non solo per quanto riguarda innalzamento dell’età pensionabile contro cui si stanno scagliando tutti e per cui arrivano proposte di modifiche per una riforma pensioni Renzi che renda meno rigidi i requisiti pensionistici, ma anche economici. O meglio, di rivalutazione. E’ la prima volta, per effetto dell’andamento del Pil in caduta libera, che le pensioni non solo non saranno rivalutate ma che rischiano addirittura di scivolare in territorio negativo.

E questa previsione rende ancora più critica la situazione dei pensionati italiani che non ci stanno più ad essere ‘ignorati’ dal governo. Per loro, infatti, nessun provvedimento utile nella nuova Legge di Stabilità. E’ chiaro dunque come diventi sempre più necessario intervenire in maniera urgente con correzioni alla riforma pensioni Fornero.

E non solo per una rivalutazione pensionistica bloccata da tempo e che quest’anno potrebbe raggiungere addirittura il segno negativa, ma anche per sostenere i conti Inps, decisamente allo sbando dopo la denuncia di un buco di quasi 13 miliardi di euro; per approvare quei sistemi di uscita anticipata che renderebbero l’attuale sistema pensionistico più flessibile e sostenibile, garantendo anche, per effetto degli eventuali prepensionamenti dei lavoratori più anziani, nuove possibilità di occupazione per i più giovani. Il che significherebbe anche nuova spinta alla produttività e alla competitività. Ma non solo.

Intervenire sulla riforma pensioni attuale significherebbe anche correggere tutta una serie di errori che sono nati proprio a seguito della sbagliata formulazione della legge pensionistica stessa, a partire dagli esodati, che, nonostante le misure risolutive tampone, sono ancora in attesa di quella soluzione strutturale annunciata dal ministro Poletti ma mai arrivata che dovrebbe fine definitivamente fine a questa questione; ai Quota 96 della scuola, circa 4mila lavoratori della scuola, tra docenti e personale Ata, che, nonostante abbiano maturato i requisiti per andare in pensione, sono ancora a lavoro, bloccati dalle norme Fornero che non hanno considerato la specificità del comparto scuola.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il