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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità, assegno più basso con rivalutazione negativa. Modifiche richieste

Novità negative ancora in vista per le pensioni italiane: cosa potrebbe cambiare per rivalutazione assegni e cosa si chiede?




Novità negative ancora in vista per le pensioni italiane: se la nuova Legge di Stabilità contiene esclusivamente interventi peggiorativi, come l’aumento di tassazione su fondi pensioni e previdenza complementare o la proposta di tassazione ordinaria sul Tfr in busta paga, non si prospetta nessuna nuova buona notizia ulteriore. Anzi. Si prevede, per la prima volta dalla riforma pensioni Dini, una rivalutazione negativa sulle pensioni legate all’andamento negativo appunto del Pil e si tratta di una novità prospettata proprio all’indomani della manifestazione nazionale dei pensionati che chiedono al governo Renzi di modificare l’attuale riforma pensioni.

Servono interventi e sono sempre più necessari. “Questo governo ha promesso più equità e quindi meno tasse anche ai pensionati” chiedono i pensionanti. Tra le richieste, l’estensione anche ai pensionati del bonus 80 euro.

La leader della Cisl, Annamaria Furlan, durante la manifestazione di ieri ha detto: “Le pensioni sono bloccate da 15 anni. Il 50% dei pensionati non arriva a 1.000 euro, e per 3,5 milioni la pensione è inferiore a 500 euro. Ancora una volta avevamo chiesto che gli 80 euro fossero estesi ai pensionati. Questo non è avvenuto neanche con la finanziaria”.

L’aumento di 80 euro delle pensioni però, non basterebbe, per questo viene rilanciata anche la necessità di cambiare l’attuale sistema pensionistico con forme di uscita anticipata e flessibile che possano garantire ai lavoratori la possibilità di andare in pensione anche prima rispetto ai 66 anni oggi richiesti. Perché allora non riportare in discussione, come proposto dall’ex ministro Giannini prima, dal ministro attuale del Lavoro Poletti poi, e ribadito dal commissario Inps Treu quella proposta di uscita anticipata con prestito pensionistico o, come avanzato da Cesare Damiano, con quota 100, cioè a 62 anni di età e con 38 anni di contributi?
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il