


Un'indagine riguardante gli italiani e il loro rapporto con le macchine da
caffè è stata commissionata da Saeco e realizzata nella prima decade di
settembre 2006 da Astra Ricerche tramite 1.002 interviste telefoniche CATI
ad un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 15 anni in su
(esclusi gli stranieri, gli italiani non residenti e i membri delle
convivenze: ospedali, carceri, caserme, conventi, ecc.), pari a un universo
di 50.2 milioni di persone.
L'83% degli ultra14enni prepara caffè in casa: sono 35.9 milioni, con
prevalenza delle donne e di Roma (qui davvero capitale d'Italia), mentre i
non preparatori – in media un italiano su sei – sono soprammedia uomini,
15-24enni, ricchi che si fanno servire da una ‘lei' (familiare o colf).
Oltre 4 milioni di italiani preparano il caffè solo per sé (un 8% composto
anzitutto da anziani soli); solo 1.7 milioni lo fanno solo per altri,
familiari oppure ospiti, il 72% dei nostri connazionali fa il caffè in casa
sia per sé sia per altri.
Nelle case italiane vengono preparate ogni giorno oltre 200 milioni di
tazzine di caffè (escludendo bar, ristoranti, uffici, ecc.): uno scherzo di
quasi 8.4 milioni all'ora o – se si preferisce – di 140mila tazzine al
minuto oppure di 2.320 al secondo in media, considerando anche le ore
notturne (si stima che solo tra le 7.00 e le 9.00 del mattino la media sia
di quasi 100 milioni di tazzine preparate in casa!). In dettaglio, il 9%
prepara in casa meno di due tazzine al dì (sono in gran parte anziani che
vivono soli); il 35% si colloca tra le 2 e le 3 tazzine al giorno; il 44%
tra le 4 e le 8 tazzine; l'11% tra le 9 e le 15, mentre oltre l'1% (600mila
adulti) prepara tra 16 e 30 tazzine per sé e per altri (in casa: e non sono
baristi!). I 41.7 milioni di italiani dai 15 anni in su che fanno il caffè
nella loro abitazione usano anzitutto la moka (79%: con in testa gli
ultra64enni, i veneti, i laziali e i sardi), ma già il 27% ricorre a una
macchina espresso: anzitutto quella manuale che funziona con caffè macinato
o con cialde (8.0 milioni); quella automatica, ossia quella che –
schiacciando un tasto – fa tutto lei per poi espellere i fondi del caffè in
un contenitore all'interno della macchina: 2.6 milioni di ultra14enni;
infine con la macchina espresso con capsule (1 milione).
Tra i tipi di caffè domina, ovviamente, il caffè normale (81%), che in un
caso su quattro è un vero e proprio espresso (“come al bar”). Ma troviamo
anche il ‘partito' del caffè corto o ristretto (23%) e quello – meno forte –
del caffè lungo (14%). Il 43% dei preparatori domestici di caffè usa il
caffè o l'espresso per fare il caffelatte (30%) o il cappuccino (20%) o il
latte macchiato (19%) oppure – assai più raramente – cocktail col caffè,
caffè shakerato, ecc. (700mila). In futuro il mercato delle macchine
espresso dovrebbe espandersi, se solo guardiamo ai desideri espressi dagli
italiani che fanno il caffè a casa loro: il 51% amerebbe poter preparare un
vero e proprio espresso; il 42% il cappuccino con la schiuma; il 26% un
reale caffè ristretto; il 22% il caffelatte e il 19% il latte e macchiato,
entrambi con vero espresso; il 16% il vero espresso lungo (e non un normale
caffè allungato con acqua...); più del 6% altre bevande ‘speciali' a base di
caffè (lo shakerato, i cocktail, ecc.), ultime in classifica ma destinate a
crescere del 400% se una macchina espresso automatica venisse acquistata o
regalata.
Oggi le macchine espresso sono usate in casa da più d'un italiano su
quattro. Ma tale percentuale dovrebbe più che raddoppiare se i nostri
connazionali potessero soddisfare appieno le loro preferenze, anche se certo
la moka non scomparirebbe affatto, sia perché amata da tantissimi sia perché
utilizzata a volte pure da coloro che già hanno una più moderna macchina
espresso.
Quali sono le caratteristiche dovrebbe avere una macchina espresso? In
sintesi, secondo l'opinione dei più, dovrebbe essere efficiente e semplice
(da usare, pulire e manutenere). Poi dovrebbe esser capace di fare bene non
solo l'espresso ma anche il cappuccino, il latte macchiato, il caffè
shakerato, ecc.. Più d'un terzo la vorrebbe classica, non troppo avanzata e
non cara; ma quasi un analogo ‘partito' è disposto a spendere pur di averla
di qualità, con ottime performance, di una nota marca a specializzata,
tecnologicamente all'avanguardia e connotata da un bel design moderno
(purché non esageratamente stravagante: anche se 5.4 milioni privilegiano
proprio l'originalità).
Con l'aiuto dell'analisi fattoriale e della ‘cluster analysis' è stata
approntata una tipologia ‘ad hoc'. Ecco in sintesi i tre tipi nei quali si
ripartisce il nostro Bel Paese. Il primo tipo è quello dei Tradizionalisti
(31% degli ultra14enni e dunque 15.5 milioni): per lo più tardo-adulti e
anziani, poveri o semi-poveri, con basso o nullo titolo di studio,
pensionati e casalinghe così come operai e impiegati di basso livello o
agricoltori o disoccupati (al sud pure giovani), medi o forti preparatori
personali in casa per sé e per altri di caffè (e solo di caffè: non di
cappuccino, ecc.), utilizzatori un po' della napoletana e moltissimo della
moka. Essi si descrivono come positivi e allegri, vivaci e generosi,
ospitali e mangioni, conservatori (almeno per quel che riguarda la famiglia
e la casa, il mangiare e il bere). Non hanno macchine espresso e spesso non
le amano, pur se in parte invidiano i loro possessori e in particolare si
orientano verso quella manuale o quella a capsule (o almeno pensano di
regalarla a coppie giovani più aperte al nuovo). Napoli è la capitale,
orgogliosa, di tale gruppo.
Il secondo tipo è quello delle Transizionali, a metà del guado tra vecchio e
nuovo (36% e quindi 18.3 milioni). Assai al di sopra della media sono donne
men che 50enni, con reddito e consumi tra medi e medio-bassi, con la licenza
media ma anche – meno – il diploma di scuola media superiore, caratterizzate
da una cultura moderna ma non certo avanzata, attenta alle nuove tendenze ma
spesso all'insegna del ‘vorrei ma non posso', a volte insicure e altre volte
invece dotate di forte autostima, forti preparatrici di caffè in casa, tutte
usanti la moka ma aspiranti a possedere una macchina espresso (specie
manuale). Roma ne è la capitale.
Il terzo e ultimo tipo è quello degli Innovatori (33% e 16.4 milioni di
ultra14enni): con un forte peso delle e dei men che 40enni e in particolare
delle nuove coppie 25-34enni, con reddito e consumi medio-alti e alti,
laureati o diplomati, colti e internauti, tecnòfili e a volte maniaci della
tecnologia, massimamente attenti al moderno design, benestanti e a volte
affluenti, neo-edonisti e spesso in carriera, sopram-media
imprenditori/dirigenti/professionisti e appartenenti alla fascia alta del
ceto medio sia impiegatizio sia autonomo, deboli preparatori di caffè ma
utilizzatori prevalenti ed entusiasti di macchine espresso e in particolare
di quella automatica (infatti i loro consumi specifici sono assai
diversificati: dal cappuccino al caffè shakerato), opinion leader diffusi,
sicuri di sé e a volte un po' presuntuosi, con uno stile di vita avanzato e
super-impegnato. Bologna ne è la capitale
Barbara Tomasi