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Pensioni donne, vecchiaia, anzianità, uomini: novità questa settimana. Numerose e interessanti

Ancora nessuna buona notizia su probabili interventi sulla riforma pensioni e probabilmente bisognerà iniziare a pensare che le modifiche non arriveranno per il momento




Dopo le misure sul lavoro e il nuovo bonus per le neo mamme, dopo le eventuali modifiche alla Legge di Stabilità che si stanno discutendo nelle varie Commissioni, questa settimana è tornata prepotentemente in discussione la questione pensioni, al centro del dibattito tra le forze politiche anche se il governo continua a tacere. Nonostante, infatti, le richieste di sindacati, che proprio mercoledì scorso hanno indetto una manifestazione nazionale per chiedere al governo interventi sulle pensioni; nonostante gli emendamenti per cambiare la riforma pensioni attuali presentati da diverse forze politiche, il ministro del Lavoro Poletti sembra ‘scomparso’, nessun intervento ultimo sulle pensioni, nulla nemmeno dal premier Renzi, mentre il ministro Padoan continua a ribadire che bisogna lasciare la legge pensionistica attuale così com’è, nessuna uscita anticipata, nessun abbassamento dell’età pensionabile e nessuna revisione della nuova tassazione su fondi pensioni e previdenza complementare.

La novità è l’intervento del ministro Boschi che ha chiaramente detto come al momento, nonostante la situazione grave e precaria di tanti pensionati e le tante richieste di modifica arrivate, non sono allo studio del governo misure puntuali a sostegno dei pensioni. E in merito ad eventuali aumenti, come il bonus di 80 euro o comunque una no tax area, ha spiegato che l’intervento dovrebbe essere previsto per il 2015, o anche il 2016, con l’auspicio che questo impegno venga mantenuto. Nulla dunque ancora di certo, tutto nel caos.

E allora ci si chiede perché continuare a discutere e incalzare su una questione pensioni che il governo assicura di non aver dimenticato ma che in realtà al momento non è ancora la priorità. E sembrano inutili anche eventuali dibattiti tv, manifestazioni in piazza, richieste da Ue e Fmi, perché la situazione per i 22 milioni di italiani iscritti all’Inps continuerà ad essere confusa certamente per un bel po’. Difficile riuscire a colmare quel buco di quasi 13 miliardi dell’Istituto di previdenza, difficile riuscire a garantire maggiori risorse a chi percepisce meno di mille euro al mese o anche 500. E la certezza al momento è che bisognerà continuare a tirare la cinghia per un po’, nella speranza che le cose non peggiorino.

D’altro canto, questa è stata una settimana importante per le pensioni anche per il primo via libera dalla Cassazione alla proposta di referendum abrogativo della riforma pensioni presentata dal leader della Lega Matteo Salvini la scorsa primavera. L’intenzione è quella di cancellare completamente una legge che ha penalizzato fortemente diverse categorie di lavoratori e ha reso sempre più difficile l’accesso alla pensione, diritto di tutti i lavoratori. L’attesa è ora per il parere della Corte Costituzionale.

Intanto, di fronte alle ultime notizie che parlano addirittura di una possibile rivalutazione negativa delle pensioni in base all’andamento del Pil in caduta libera, non si può certamente rimanere inermi e allora quanto meno si pensa alla possibilità di intervenire con misure a sostegno di lavoratori precoci e usuranti, con soluzioni per i Quota 96, vittime di una forte ingiustizia sociale, ma anche con la proroga dell’opzione contributivo donna che potrebbe essere anche una buon piano di uscita anticipata a costo zero da approvare ed estendere anche agli uomini, senza che il governo intervenga più di tanto, giacchè si tratta di un sistema già esistente. Eppure, anche in merito, al momento tutto continua a tacere.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il