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Pensioni anzianità, uomini, donne, vecchiaia: novità questa settimana tra conferme e smentite

Rendere il sistema previdenziale italiano più flessibile e sostenibile ma nessuna conferma di modifiche al momento. Situazione ancora confusa




Rivedere il sistema previdenziale italiano modificandolo per renderlo più flessibile, con sistemi di uscita anticipata, e sostenibile con tagli alla spesa pensionistica che secondo gli ultimi dati è diventata troppo elevata in Italia. Per risparmiare, come chiesto da fonti autorevoli, il commissario alla spending review Cottarelli ha sempre che la strada migliorare sarebbe stata quella di intervenire sulle pensioni, come del resto detto dal Fondo Monetario Internazionale che qualche settimana fa ha chiesto al governo italiano di intervenire con tagli alle pensioni.

E probabilmente dopo l’ultimo monito dall’Ue, tutto sulla nuova Legge di Stabilità potrebbe essere rimesso in discussione, compresi gli sforzi in senso propositivo finora venuti fuori. Eppure potrebbero essere sforzi vani, o meglio, potremmo chiamarli auspici e intenzioni, visto che proprio ieri, ospite a Mattino 5, il ministro Boschi ha chiaramente detto che non ci sono attualmente allo studio del governo misure a sostegno dei pensioni, per rivedere la riforma pensioni, e per quanto riguarda gli aumenti tanto richiesti, per gli assegni minimi, ha parlato di questa possibilità, eventuale, per il 2015 ma anche 2016. Augurandosi che il governo riesca a mantenere questo impegno. Nulla di certo, dunque, ancora.

E probabilmente nulla si farà, nonostante le speranze e le aspettative su una nuova riforma pensioni Renzi. A scoraggiare possibili novità il silenzio del ministro del Lavoro Poletti, che è sempre intervenuto sulla questione pensioni; del premier Renzi e le ultime dichiarazioni del ministro Padoan, che continua a dire come non dovrebbe essere alcun intervento di modifica sulla riforma pensioni attualenè tanto meno un dietrofront sull’aumento della tassazione prevista dalla Legge di Stabilità sui fondi pensioni.

E la conferma che si risolverà tutto per quest’anno, probabilmente, con un nulla di fatto è arrivata dalle ultime dichiarazioni del ministro Boschi che ha spiegato chiaramente come al momento il governo non abbia al vaglio misure puntuali per i pensionati e che gli aumenti richiesti, per gli assegni minimi ha precisato, potrebbero arrivare nel 2015, o anche il 2016. Ma anche in questo caso nulla è ancora stato definito e ancora una volta tutto dipenderà dalle risorse che saranno disponibili.

Più probabile, addirittura, che invece che orientarsi verso risposte a modifiche che, con i vari emendamenti approdati in discussione prima del voto sulla Legge di stabilità, tra uscite anticipate con prestito pensionistico, Quota 100, sistema contributivo, contributo di solidarietà sulle pensioni più alte, revisione delle pensioni di reversibilità e invalidità, cancellazione delle penalizzazioni per vuole andare in pensione prima dei 62 anni, si arrivi al referendum abrogativo della riforma pensioni Fornero che, proposto dalla Lega, ha ricevuto il primo via libera dalla Cassazione e per cui si attende ora il pronunciamento della Corte Costituzionale. Se anche in questo caso fosse positivo, gli italiani sarebbero chiamati al voto probabilmente la prossima primavera.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il