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Indulto e Amnistia: novità settimana tra dichiarazioni, interventi e discussioni

Nuova manifestazione pro misure di indulto e amnistia organizzata dai Radicali: ancora aperto il dibattito politico sulle misure di clemenza




Si continua a discutere delle misure di indulto e amnistia nell'attesa del testo unificato sui quattro ddl per le misure di clemenza, continua ad essere spaccato il mondo politico su questa questione e, nonostante la diminuzione dell'elevatissimo numeri dei detenuti nelle carceri italiane (sono scesi da 70mila a 54mila per effetto del decreto cosiddetto svuota carceri), continuano ad essere disumane condizioni di vita in certi penitenziari. Mentre il ministro della Giustizia Orlando continua a ribadire che si stanno facendo passi avanti ma non arriva nulla di concreto su misure risolutive dell’emergenza carceraria alternative a quelle di clemenza e mentre il premier Renzi continua a ribadire come bisogna effettivamente pensare a soluzioni più profonde per un problema grave, Rita Bernardini dei Radicali annuncia la manifestazione ‘Basta tortura’.

Si tratta di una nuova manifestazione a favore delle misure di amnistia e indulto, che si terrà il prossimo 11 novembre a Montecitorio. Intanto, la Corte di Strasburgo ha reso noto all’Italia che i provvedimenti messi a punto nei mesi scorsi sono stati positivi per arginare un’emergenza carceraria, che però non è stata risolta ancora. Nonostante, dunque, misure efficienti e pareri positivi, la condizione di vita nelle carceri italiane è ancora tragica e molto lunga è ancora la strada da percorrere per assicurare ai nostri detenuti condizioni di vita umane nelle celle.

Secondo Marroni, Garante per i detenuti del Lazio, “Il carcere, sia pur diminuendo la sua popolazione, rimane un’istituzione affollata e violenta. Il ministro ha fatto qualcosa. È riuscito a far diminuire il numero dei detenuti. E ha fatto aumentare la vivibilità con la direttiva di non tenere troppo in cella le persone e, assieme a questo, ha aumentato la messa in prova dei detenuti. Dall’altro punto di vista, per ragioni di cassa, ha ridotto i provveditorati e ciò non va bene. Parlare di amnistia e indulto è tempo sprecato, non ci saranno. Il Parlamento non le voterebbe mai. Invece io propongo la riforma del codice penale: ossia privilegiare le misure alternative”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il