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Pensioni donne, anzianità, uomini, precoci Governo Renzi: riforma, tutti contro tutti INPS, Ministri, Maggioranza, Associazioni

Richieste Pd, sindacati, e Inps per interventi su riforma pensioni attuale: cosa prevedono e cosa stanno provocando. E’ ancora confusione




Aumento delle pensioni minime, “reintrodurre un principio di flessibilità: proponiamo un range tra i 62-70 anni entro il quale il lavoratore può scegliere, in base a tante esigenze, come ad esempio la tipologia di lavoro (usurante o meno) e lo stato di salute, come andare in pensione, che consentirebbe anche di risolvere il problema degli esodati”, come richiesto dal segretario confederale Uil, Domenico Proietti, ma anche altri piani di uscita anticipata e rivalutazione pensioni da rivedere: sono solo alcune delle richieste di modifica sulla riforma pensioni che arrivano dai sindacati e che si aggiungono alle forze politiche che hanno presentato diversi emendamenti e interrogazioni parlamentari.

Proietti, insieme ai segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Vera Lamonica, Maurizio Petriccioli, ha posto anche il problema, appena nato, della rivalutazione negativa delle pensioni, cosa che accade per la prima volta quest’anno. “E’ ormai ufficiale quanto da tempo sosteniamo: con il calo poliennale del Pil si opera un altro taglio alle pensioni pubbliche, per effetto del tasso annuo di capitalizzazione dei montanti contributivi che, per la prima volta, diventa negativo. Va attuata una correzione nel funzionamento del sistema contributivo, prevedendo un tasso di capitalizzazione minimo che impedisca la svalutazione del montante quando il Pil è negativo”.

E spiegano: “Bisogna intervenire con urgenza correggendo questa grave anomalia per non impoverire ulteriormente il futuro pensionistico di milioni di italiani. Chiediamo perciò al governo ed al Parlamento un emendamento in tal senso alla Legge di Stabilità, insieme ad un altro, egualmente indispensabile, di eliminazione del previsto aumento dall’ 11,5% al 20% sui rendimenti annuali dei Fondi Pensione. Colpire la previdenza pubblica, per effetto della recessione, e quella integrativa, produce effetti disastrosi che non sono più tollerabili”.

Dal Pd sono invece arrivati emendamenti che chiedono detassazione delle pensioni minime o estensione del bonus di 80 euro (ma il ministro Boschi ultimamente è stata molto chiara nel dire che al momento non è previsto e se ne potrebbe riparlare nel 2015 o anche 2016), novità su tassazione e durata della misura del Tfr in busta paga, e proroga dell’opzione contributivo donna.

Anche il commissario Inps Treu ritiene si debbano introdurre elementi di maggiore flessibilità nel sistema pensionistico italiano, magari pensando ad un’uscita anticipata con il sistema del prestito pensionistico già proposto dal ministro del Lavoro Poletti, ma a seguito di tutte queste possibilità di intervento che da settimane si susseguono, il ministro dell’Economia Padoan ha sottolineato come la legge pensionistica attuale debba rimanere così com’è, parole che, chiaramente, allontanano le speranze di cambiamenti concreti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il