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Carta circolazione: aggiornamento auto aziendali, personali 2014 patente, libretto. Come fare, modelli, moduli e istruzioni

Come funziona il nuovo obbligo di aggiornamento della carte di circolazione, dove e come si fa: ultime informazioni utili




In vigore dallo scorso 3 novembre, senza valore retroattivo, vale a dire che è obbligatorio solo per coloro che stipulano nuovi atti e pratiche da quella data, la nuova norma di aggiornamento obbligatorio della carta di circolazione interessa, precisiamo, autoveicoli, motoveicoli e rimorchi che vengono utilizzati per più di 30 giorni da chi non risulta esserne il proprietario. Per procedere all’adempimento basta recarsi presso uffici della Motorizzazione o agenzie private e riportare sulla carta di circolazione del veicolo, o libretto, lo stesso nome della patente dell’utilizzatore.

Il nuovo obbligo vale, per esempio, coloro che usano auto aziendali, veicoli in leasing, a noleggio, ma non vale per i veicoli che hanno particolari autorizzazioni amministrative, quelli addetti al trasporto di cose o persone, per cui serve di iscrizione al REN o all’albo degli autotrasportatori, di licenza per il trasporto di cose in conto proprio, di autorizzazione al trasporto di persone mediante autobus (in uso proprio o di terzi, es. il taxi).

Il Ministero dei Trasporti ha precisato che la nuova norma non vale per conviventi, purchè dimostrino di risiedere nella medesima residenza, e per i parenti in legame di parentela di primo grado come genitori e figli. Per loro non vale l’obbligo di aggiornamento della carta di circolazione: per l’auto che risulta, infatti, di proprietà di uno dei due genitori ma utilizzata costantemente da un figlio, non sussiste la necessitò di aggiornamento del nome riportato sulla carta di circolazione.

Bisogna adempiere al nuovo obbligo anche in caso di variazione delle generalità della persona fisica intestataria del veicolo, variazioni che possono riguardare nome, cognome, la data di nascita, il luogo di nascita, il luogo di residenza, per cui bisognerà rimpire un nuovo modulo su cui riportare le nuove informazioni aggiornate; per la variazione della denominazione o della ragione sociale dell’ente intestatario, se il veicolo sia intestato ad una persona giuridica; in caso di comodato, se il veicolo sia concesso in utilizzo ad un soggetto diverso dall’intestatario del veicolo; o di comodato di veicoli aziendali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il