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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: occorre intervenire su sette aspetti. Quali sono, per chi, quando e come

Problemi evidenti del sistema previdenziale italiano spingono sempre più a richieste di modifica riforma pensioni: quali sono i problemi e cosa fare




Necessità di sistemi di uscita anticipata e flessibile, bisogno di aumentare il valore degli assegni pensionistici più bassi e di risolvere i problemi Inps, tanto di governance, come del resto dichiarato dallo stesso nuovo commissario Inps Treu, quando di conti, decisamente in rosso, considerando che, secondo le ultime notizie rese note, l’Istituto avrebbe un buco di quasi 13 miliardi di euro.

Sono solo tre dei grossi problemi del nostro sistema previdenziale che meritano di essere risolti al più presto, forse prima che arrivi il parere della Corte Costituzionale sulla legittimità del referendum abrogativo proposto dalla Lega Nord e che ha ricevuto già il primo via libera dalla Cassazione.

Cancellare completamente la riforma pensioni Fornero, per il governo significherebbe dover anche rinunciare a quegli 80 miliardi che questa legge, l’unica, assicura fino al 2021. Dunque, per non stravolgere il sistema e cercare di mantenere tali risparmi, si potrebbe modificare semplicemente la riforma in qualche sua parte, soddisfacendo le richieste pervenute da forze politiche e sociali per rendere il sistema attuale più flessibile.

Ma non solo: anche il Sole24Ore parla di crisi del sistema pensionistico e di elementi che meritano di essere cambiati. Si parte dalla misura del Tfr in busta paga e sua durata, che molti richiedono temporanea, per uin massimo di tre anni, perché altrimenti rischierebbe solo di affossare’ la previdenza piuttosto che sostenere e dare nuovo impulso ai consumi; si passa dalla tassazione più alta prevista su fondi pensioni e casse di previdenza private , nonché sullo stesso Tfr; per arrivare all’ultima notizia di una probabile rivalutazione negativa delle pensioni a causa dell’andamento negativo del Pil italiano.

E’ chiaro come si tratti di interventi che piuttosto che porsi a sostegno dell’economia italiana, visto che sono stati pensati proprio a questo scopo, contribuiscono invece a demotivare lavoratori e pensionati, rischiando di allontanarli anche dalle forme di previdenza complementare e integrativa che, al contrario, negli altri Paesi europei vengono fortemente incentivate.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il