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Pensioni donne, anzianità, uomini, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità approvabili con migliaia di emendamenti Legge Stabilità

Ci si prepara al voto finale sulla Legge di Stabilità: quali i nuovi emendamenti e le modifiche chieste per la riforma pensioni attuale




Sono circa 3.700 gli emendamenti presentati alla nuova Legge di Stabilità in vista del prossimo voto del 24 novembre e molti, presentati da diverse forze politiche, chiedono interventi per modificare l’attuale riforma pensioni. Modifiche che, però, non toccano solo ed esclusivamente uscita anticipata e flessibile. Per una riforma pensioni Renzi si pensa, secondo quanto riportato dalle novità e ultime notizie, a interventi di più ampio respiro, volti a concedere risposte positive alle diverse richieste di cambiamento pervenute, da una maggiore flessibilità all’aumento delle pensioni minime.

“Reintrodurre un principio di flessibilità: proponiamo un range tra i 62-70 anni entro il quale il lavoratore può scegliere, in base a tante esigenze, come ad esempio la tipologia di lavoro (usurante o meno) e lo stato di salute, come andare in pensione, che consentirebbe anche di risolvere il problema degli esodati”, questa la proposta del segretario confederale Uil, Domenico Proietti, che, insieme ai segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Vera Lamonica, Maurizio Petriccioli, ha anche posto l’attenzione sulla rivalutazione negativa delle pensioni, ch si verifica per la prima volta quest’anno.

E spiega: “Con il calo poliennale del Pil si opera un altro taglio alle pensioni pubbliche, per effetto del tasso annuo di capitalizzazione dei montanti contributivi che, per la prima volta, diventa negativo. Va attuata una correzione nel funzionamento del sistema contributivo, prevedendo un tasso di capitalizzazione minimo che impedisca la svalutazione del montante quando il Pil è negativo. Bisogna intervenire con urgenza correggendo questa grave anomalia”. Inoltre, “Chiediamo al governo ed al Parlamento un emendamento per eliminare il previsto aumento dall’ 11,5% al 20% sui rendimenti annuali dei Fondi Pensione”.

Diversi gli emendamenti presentati da Pd: dal bonus di 80 euro anche ai pensioni, ad una no tax area, alla cancellazione delle penalizzazioni per chi vuole andare in pensione prima dei 62 anni, soprattutto lavoratori usuranti e precoci, a modifiche, in termini di durata e tassazione, sulla misura del Tfr in busta paga, alla revisione delle pensioni di reversibilità. Anche il commissario Inps Treu chiede maggiore flessibilità nel sistema pensionistico italiano, ricorrendo magari al prestito pensionistico già proposto dal ministro del Lavoro Poletti.

E se Anna Giacobbe del Pd, in Commissione Lavoro ha chiesto interventi per chiudere tutte le questioni di esodati, quota 96 della scuola, lavoratori precoci, e per alleggerire il carico fiscale sui trattamenti pensionistici, anche eliminando l'aumento dell'aliquota di tassazione dall'11 al 20% sui fondi pensione, la deputata Caterina Pes del Pd ha chiesto ‘di valutare l’opportunità di intervenire sul pensionamento dei Quota 96 e sul mantenimento in servizio, per il periodo di proroga già ottenuto, dei revocati’; mentre il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione per il prelievo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro, che superano i 90 mila euro, e per una no tax area sulle pensioni minime.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il