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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: resoconto incontro Maggioranza. Scontro su interventi e soluzioni per previdenza

E’ scontro tra governo e maggioranza sulla questione pensioni: chiesto dietrofront su tassazione ordinaria su Tfr in busta paga e aumento rendite fondi pensioni




Si è tenuto ieri l’incontro tra governo e maggioranza per discutere di questioni capisaldo in vista del voto finale sulla Legge di Stabilità. Ed è scontro soprattutto sulle questioni della riforma pensioni. Se tutto tace sulle possibilità di uscita anticipata e flessibile, le principali richieste al governo, oltre l'aumento delle pensioni estendendo anche ai pensionati il bonus di 80 euro, da Pd e maggioranza riguardano soprattutto una revisione della tassazione ordinaria sul Tfr in busta paga e un dietrofront sull'aumento della tassazione sui fondi pensioni. Dovrebbe essere questa una delle strade per una riforma pensioni Renzi più sostenibile.

Sono diversi, infatti, gli emendamenti che vogliono che il governo faccia dietrofront su questi fronti: tra questi, quelli a firma dei democratici Maino Marchi e Marco Causi che chiedono un regime fiscale agevolato, non cumulandolo al reddito, per il trattamento di fine rapporto, mentre un altro emendamento di quattro deputati (Roger De Menech, Lorenzo Basso, Marco Marchetti, Gessica Rostellato), sempre del Pd chiede la totale cancellazione della norma.

Chieste modifiche anche per la norma che prevede un aumento della tassazione sui rendimenti dei fondi pensione e sulla quota di rivalutazione del Tfr. Sono stati lo stesso Pd, ma anche Forza Italia, Lega, Sc, Sel e M5S a presentare una norma che chiede la revoca di questa misura. Insomma i cambiamenti alla riforma pensioni continuano a creare non poco caos nell’esecutivo e le richieste di dietrofront riguardano gli interventi esclusivamente peggiorativi (gli unici tra l’altro previsti) sulla previdenza.

Bisognerebbe invece pensare di agire in maniera diversa, cercando di rendere, come più volte richiesto in questi mesi, il sistema previdenziale italiano più flessibile e sostenibile, andando, tra l’altro, a incentivare la previdenza complementare piuttosto che tassarla ancor di più. L’aumento dall’11,5 al 20% delle rendite sui fondi pensioni viene infatti ritenuto un intervento decisamente peggiorativo perché scoraggia gli italiani in un settore che, al contrario, negli altri Paesi europei viene fortemente sostenuto.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il