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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: contributivo, prestito, quota 100 Legge Stabilità nessun intervento ufficiale ora

Situazione pensioni, emendamenti per cambiare riforma Fornero attuale ma mancano piani di uscita anticipata: cosa fare?




Sono circa 3.700 gli emendamenti presentati alla nuova Legge di Stabilità che stabiliranno le ultime modifiche della Manovra prima del voto del prossimo 24 novembre. Diversi quelli che riguardano gli interventi sulla riforma pensioni, dall’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati, ad una no tax area, all’eliminazione delle penalizzazioni per precoci e usuranti che decidono di andare in pensione prima dei 62 anni, almeno in via sperimentale fino al 2017, alla revisione delle pensioni di reversibilità in modo da poter concedere al coniuge superstite il 100% ella pensione del defunto, invece che il 60% come accade oggi, se non titolare di altri redditi, all’introduzione del contributo di solidarietà per assegni pensionistici che superano i 90mila euro annui.

Tanti , dunque, gli argomenti in discussione ma, nonostante di parli di cancellazione delle penalizzazioni per chi vuole andare in pensione anticipata, non figurano, in realtà, tra le proposte di modifica presentate, emendamenti per sistemi di uscita anticipata e flessibile. Nessuno parla di cambiare età e introdurre sistemi flessibili nonostante i vantaggi che ne deriverebbero non solo in termini di maggiore flessibilità, come richiesto non solo da forze politiche e sociali ma anche dall’Inps stesso, ma in termini di posti di lavoro che si libererebbero per effetto dei prepensionamenti.

Nonostante le promesse del ministro del Lavoro Poletti, di Cesare Damiani, del sottosegretario Baretta, non vi sono proposte ufficiali di piani per andare in pensione con Quota 100 (somma di età anagrafica e contributiva avanzata da Damiano); con prestito pensionistico, che permetterebbe al lavoratore di andare in pensione qualche anno prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni ricevendo un anticipo sulla pensione finale che verrebbe poi restituito una volta raggiunti i requisiti pensionistici richiesti normalmente; o proroga ed estensione anche agli uomini dell’opzione contributivo donna, già in vigore fino al 2015 esclusivamente per le donne lavoratrici ma che, poiché esistente, non creerebbe necessità di ulteriori definizioni, giacchè sarebbe solo da prorogare e porterebbe notevoli vantaggi perché permetterebbe prepensionamenti per chi lo desiderasse; risparmi per lo Stato derivanti dai tagli degli assegni pensionistici calcolati con sistemi contributivo e non retributivo; e aumento dei posti di lavoro lasciati liberi dai lavoratori più anziani che decidono di andare in pensione, creando quindi più occupazione per i più giovani.

Tra gli emendamenti presentati dallo stesso Pd una revisione della tassazione ordinaria sul Tfr in busta paga, che dovrebbe invece essere sottoposto a regime fiscale agevolato; e un dietrofront sull’aumento della tassazione sui fondi pensioni. Questi i punti su cui ci si batte anche se il ministro dell’Economia Padoan, solo qualche giorno fa, ha spiegato che sulla tassazione sulla previdenza complementare non dovrebbe cambiare poi nulla.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il