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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: pensioni d'oro senza tetti stabiliti non saranno abolite.Soliti privilegi per pochi

Salta la norma che stabiliva un tetto alle pensioni d’oro ma il governo continua a ribadire la difficoltà di approvare uscita anticipata e aumenti pensioni minime. Altro paradosso italiano




Mentre si continua a 'battagliare' per l'approvazione di modifiche alla riforma pensioni Fornero che contribuiscano a rendere l'attuale sistema previdenziale più sostenibile e più flessibile, con sistemi di uscita flessibile e aumenti per le pensioni minime, per aiutare tutti quei pensionati che vivono con meno di mille euro al mese, e mentre sembra che sia sempre più difficile intervenire in tal senso, praticamente a sostegno di lavoratori e pensionati, per cui le nuove regole pensionistiche sono diventate decisamente troppo rigide, ecco che ‘improvvisamente’ sparisce il comma che prevedeva un tetto per le pensioni cosiddette, misura che per quest’anno costerà 2 milioni di euro e nel 2024 493.

Secondo l’Inps, potranno godere di questo beneficio circa 160mila persone, coloro che pur avendo raggiunto i 40 anni di anzianità a dicembre 2011 hanno deciso di rimanere in servizio fino a 70 o 75 anni, parliamo per esempio di magistrati o professori universitari. Questa novità sembra l’ennesima ingiustizia perpetrata ai danni dei lavoratori e dei pensionati, oltre alle ingiustizie che si ritrovano già dover sopportare, basi pensare ad esodati e Quota 96 della scuola.

Ci si chiede pertanto se sia giusto che in un Paese come l’Italia alle prese con una forte crisi economica, in cui la maggior parte delle famiglie stenta ad arrivare a fine mese, sia giusto approvare la cancellazione di una norma che andrebbe ad arricchire chi già possiede tanto piuttosto che concedere maggiore flessibilità a chi ne avrebbe davvero bisogno.

Stiamo parlando, per esempio, di lavoratori usuranti o precoci che sono stati fortemente penalizzati dalle norme pensionistiche Fornero, stiamo parlando dei Quota 96 della scuola, lavoratori che sarebbero già in pensione da quasi tre anni se la legge Fornero avesse considerato la specificità del comparto scuola, senza commettere alcun errore e che sono ancora in balia delle onde. La soluzione per loro è stata sempre rimandata per mancanza di risorse che ora sembra ci siano per continuare ad erogare pensioni d’oro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il