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Pensioni anzianità, donne, uomini Governo Renzi: riforma, novità contributivo, quota 100,prestito.Nessuna legge dopo tanti annunci

Tanti gli emendamenti alla riforma pensioni attuale ma nessuno con sistema di uscita anticipata, mentre salta norma tetto sulle pensioni d’oro. La situazione




L'ex ministro Damiano lo aveva già spiegato qualche mese fa: "Quello che il governo dovrebbe capire è che l’aumento della disoccupazione giovanile e della povertà è in buona parte dovuto al’innalzamento repentino dell’età pensionabile a 67 anni, che costringe le generazioni più anziane a rimanere più a lungo al lavoro, sbarrando in questo modo la strada verso l’occupazione a figli e nipoti”, assunto che è ancora attuale considerando che le modifiche richieste per cambiare la riforma pensioni Fornero, rendendola più flessibile, non sono state presentate in emendamenti alla nuova Legge di Stabilità.

Sono stanti gli emendamenti presentati, come riportano le ultime notizie, e che spaziano da richieste degli 80 euro anche ai pensionati, alla detassazione delle pensioni più basse, all’abolizione delle penalizzazioni per usuranti e precoci che vogliono lasciare il lavoro prima dei 62 anni, all’introduzione del contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro, a novità per pensioni di reversibilità e invalidità, chiesta anche una revisione sia per la tassazione sul Tfr in busta paga sia per gli aumenti previsti sui fondi pensione, ma nessuno contiene piani di uscita anticipata e flessibile tra quelli finora proposti.

Nulla su prestito pensionistici, sistema contributivo per tutti, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o con quota 100. E tutto sembra confermare i silenzi del ministro dell’Economia Padoan, del ministro Poletti, del premier Renzi sulle pensioni, e le ultime dichiarazioni del ministro Boschi che solo qualche giorno fa aveva già.

La rabbia di molti deriva, però, dal fatto che l’approvazione di uno di questi piani avrebbe potuto consentire a chi non riuscisse a maturare gli attuali requisiti pensionistici di andare in pensione prima, pur a fronte di penalizzazioni, creando al contempo nuovi posti di lavoro per i più giovani, mentre sembra sia stata cancellata la norma che cancella il tetto alle pensioni d’oro, continuando così a ‘spendere’ soldi per  chi ne riceverebbe comunque abbastanza, mentre altri, come i Quota 96 non possono nemmeno andare in pensione pur avendo maturato i requisiti loro richiesti per accedervi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il