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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: INPS e Casse Professionisti richiedono leggi e fondi per rivalutazioni assegni

Rivalutazione negativa delle pensioni per la prima volta: occorre fare qualcosa per risolvere il problema e non penalizzare futuri pensionati




La commissione Bilancio ha giudicato inammissibili 1.600 emendamenti su 3.700 presentati: cancellata la norma del Tfr a tassazione separata ed è confusione sull'aumento della tassazione su fondi pensione e previdenza complementare. Intanto, è la prima volta che quest’anno le pensioni rischiano una rivalutazione negativa. Significa che i contributi versati dai lavoratori, a causa dell’andamento negativo del Pil italiano, potrebbero essere svalutate piuttosto che rivalutate. Si tratta di un problema, chiaramente, grosso che si aggiunge al quadro dichiaratamente di difficoltà già emerso per l’Inps, che vanta un buco di quasi 13 miliardi di euro.

Per non scivolare in territorio negativo, il governo pensa ad un blocco della rivalutazione negative delle pensioni, cosa che potrebbe essere possibile solo se con risorse a disposizione e il problema deriva dal fatto che c’è, invece, chi pone proprio il problema della copertura finanziaria nel caso di annullamento del coefficiente negativo. Lello Di Gioia presidente della commissione bicamerale di vigilanza sugli enti previdenziali ha assicurato che si sta lavorando per risolvere il problema e ha detto “Calcoliamo un tasso almeno pari allo zero” ma anche così facendo, lasciando il meccanismo così com’è, secondo la Ragioneria di Stato si creerebbe un buco che lo Stato dovrebbe coprire e per cui servirebbero circa 100 milioni di euro.

Anche il sottosegretario all’Economia Baretta ha assicurato “Abbiamo tutte le intenzioni di riflettere sul tema ma è ancora presto per dire come. È necessario fare dei calcoli molto complessi. Lasciamo lavorare l’Inps”. Secondo Giorgio Santini del Pd, “L’ideale sarebbe poter operare una correzione minima dell’attuale sistema senza modificarlo nella sostanza”; mentre l’Inps si pone come obiettivo proprio quello di eliminare la svalutazione delle pensioni.

Secondo l’Istituto, infatti, considerando che in base all’andamento del Pil il montante contributivo ogni anno viene rivalutato, nonostante l’andamento negativo registrato quest’anno, ad essere penalizzati non possono essere i pensionati.

Il viceministro dell'Economia Morando ha spiegato: “Siamo immersi in una lunga fase di recessione, è chiaro che sarebbe semplicistico limitarsi a un'applicazione automatica del meccanismo. È ragionevole intervenire per impedire la svalutazione delle pensioni, cambiando le regole del gioco. Va posto il problema, ricordando che serve una grande cautela quando si interviene sulle materie previdenziali, serve un atteggiamento volto a garantire stabilità nei conti, senza produrre terremoti”. Per le Casse di previdenza dei professionisti, che contano 2 milioni di iscritti, il problema invece non si pone perchè pur seguendo anch'esse l'andamento del Pil si basano su valori minimi comunque di rivalutazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il